15 luglio 2016

Miscellanea: Vaghe stelle dell’ Orsa







“ Il pianto della pioggia è il solo che lava la terra, quello degli uomini la rende feconda. E' dalle lacrime che partoriscono fiori di rinascita.” (bitw)


Notte di un’ estate appena cominciata e un cielo terso; si mettono da parte le ansie per dare spazio e sfogo a qualche pensiero leggero, un poco frivolo. E’ ora d’ incominciare a sognare e allora cosa chiedere a queste stelle che brillano nell’ immenso cielo? vaghe stelle notturne, vorrei chiedervi anche qualcosa d’ effimero nell’ immediato, magari un meritato riposo in qualche isola poco navigata, tra pace, silenzi, divertimento non troppo estremo, non tanto eccessivo e qualche notizia lieta, finalmente positiva. E ancora a queste mirabili stelle chiederei la restituzione della mia felicità perduta, ma poi esiste davvero questa felicità che passa i suoi giorni sulla bocca dei filosofi e di qualche poeta vate? e infine di non impormi più notti insonni, cariche di calura maleodorante, inerzia mentale e d’ abulia. E che altro chiedere se non del vento malefico, di questo vento inutile e lontano dal portar benefici alla comunità, che ci fa rinchiudere in noi stessi, ci fa star lontani gli uni dagli altri, ci fa diventare cinici come lo è esso stesso. Perché rivolgo lo sguardo alle stelle così poche volte dimenticando che il cielo ne è costellato? Perché di notte cammino a capo chino e silenzioso e non mi distendo, da anni, nel mezzo di un prato verde, ripensando a me stesso? e, per dirla tutta, questo è un peccato davvero assai mortale; forse perché sono limitato, chiuso mentalmente, potrebbe anche darsi; sprango la porta per impedire l’ accesso a qualsiasi influenza esterna e manco completamente di elasticità nell' accettare che altri possano avere opinioni, percorsi mentali ed esperienze diverse dalle mie, senza la presunzione di credermi unico detentore della saggezza e della verità assoluta, mi rendo limitato perché la realtà è che non sono niente e non so proprio un bel nulla; sono semplicemente un uomo imperfetto che s’ arrangia, sarà già un miracolo apprezzabile se riuscirò ad afferrare una briciola di conoscenza durante l'arco di tutta la mia vita. Forse perché sono come il cartellino con il prezzo imposto che rimane presuntuosamente esposto su di un bellissimo vestito anche in tempo di saldi, ma che può diventare un abito che resta nella vetrina per anni e, non venduto, ogni sera alla chiusura viene riposto con cura, inutilmente, fino a perdere inesorabilmente tutto il suo valore e a passar di moda. Ma da lassù le stelle afferrano il mio sguardo e mi scuotono da questa pietosa autocritica, mi abbandono al magnetismo ineluttabile che emanano e ancora ritorno fanciullo quando il vederle luccicare mi confondeva e mi animava la fantasia, quando bastava il loro baluginare a inventarmi il Paradiso e come lucciole, sempre vagabonde, provavo a contarle e ricontarle, perdendomi inevitabilmente. Voglio come allora sospendere il mio pensiero; perché confessare a queste vaghe stelle i miei propri limiti eviterebbe talvolta lo spiacevole stare a guardare la felicità degli altri; il tempo, quello necessario, sarà la migliore medicina per guarir le ferite, poi verranno i giorni della riflessione perché a volte bisognerebbe andare oltre le cose e nessuna gradazione intermedia mi sarà consentita e per un suggerimento sul futuro almeno quello prossimo mi rivolgerò agli astri. Venere ne è un esempio perché porta consiglio proprio in questi momenti, in queste sere è più luminosa dato che è molto vicina a noi e un po’ più lontana da altri pianeti affascinanti. In un bisbiglio di stelle periferiche, mi guarda infatti, voltandosi indietro, un’ orsa, mi vorrei addentrare negli abissi celesti per poi fermarmi accanto a lei e riposare carezzandole quella sua testa tonda. Allora stelle, io non v' interrogo, risponderei solo io, oggi, a me stesso, ma datemi l’ illusione della magia e smantellate le tenebre della notte e dei miei pensieri, fatevi femmine incantatrici che ammiccano e consolano. Vaghe stelle dell’ Orsa, non mi dimenticate. 
– ilprincipedellemaree: 10/08/2015 (diritti riservati) -




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