27 luglio 2016

Miscellanea: Torneranno i prati verdi

 
 
 

 

“ … Ho Piccole Cose che mi catturano l’animo, danzano con me, spazzano tristezze …
(dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair) “

 
Passo dopo passo ho cominciato a ripercorrere per l' ennesima volta la lunga strada verso casa. Troppo spesso e molto volentieri me ne sono allontanato, il più delle volte senza nemmeno sapere il perché e a volte, forse, per la mia maldestra, infantile abitudine o forse per la tanta sicumera. Ma si, sono un eterno ragazzo che ama il vento che carezza l’ erba che calpesta, che ama l' aria fresca, l' aria novella come il vin dolce e s' incammina in cerca di mondi nuovi e diversi e delle sensazioni, delle emozioni, degli intrighi di cui sono pervasi. Ora è il tempo giusto, è Novembre e già m’ attende il brillare degli occhi nel coinvolgimento reciproco, il calore dell' accoglienza, della rappresentazione, dello stare insieme, della vicinanza e dell’ appartenenza, della fratellanza, della buona compagnia, la frenesia del giorno, la serenità della sera, la pace della notte, la sicurezza totale. Vorrei tornare alla mia stanza, vorrei liberarmi del mantello che ha protetto, come scudo, il cuore dall’ ignoto. Avrei desiderio di cercar nuove parole, mai pronunciate, non le solite, oramai, desuete e stronze parole, ma sarà necessario acquistare un dizionario privo dell’ indice alfabetico, solo così potrei scovarle. Vorrei sfilarmi dai piedi questi stretti calzari che, certamente, mi hanno protetto, ma anche rallentato il passo nel vagolare tra fango e neve, tra valli e monti e, infine, scaraventare sulla scrivania il vecchio copricapo, che ha riparato la fantasia dalle tante contrarietà. E ora m' appaiono lontani i giorni in cui mi chiedevo, sconcertato, come fosse possibile ripetere gli stessi errori commessi in precedenza, naturalmente in situazioni assai diverse l' una dall' altra. E, come un povero deficiente, mi sforzavo di giustificare questa condotta strampalata, insomma per ogni situazione mi arrovellavo nel trovare la giustificazione adatta, mi sottoponevo a un lavaggio continuo del cervello, l’ importante era che ogni azione non fosse riconducibile esclusivamente all’ improvvisa e inspiegabile smania che s’ impossessava della mia mente. So per certo, ringraziando il cielo, che non sbaglierò più. E tutto questo mi rinfranca, mi rigenera. Vorrei dire parole nuove, nuove nelle sillabe e nelle vocali, impararle a memoria, una volta per sempre, per parlare a chi mi è d' attorno, a chi mi fa sentir protetto, al caldo della sera. Questo è l’unico modo di sfuggire tutte le cose che hanno fatto di me quello che ero e che non vorrei si ripetessero mai più. Son sicuro d’essere un uomo di libertà, godo del crogiolarmi nella mia intimità, nel rifugiarmi tra le mie cose e nel vivere, mentalmente, da solo, in questa fetta di mondo che già posseggo, di cui, solo io, sono l' assoluto padrone. Novembre è già alle porte, è tempo di ritrarsi nel sonno dell' inverno, ora la linfa deve  rinnovarsi col riposo. Novembre, tempo di castagne; è il tempo d’ inebriarsi del profumo delle caldarroste, lì agli angoli delle strade o sotto i portici, nelle grandi piazze. E' tempo di vendemmia, il tempo è adatto alla conta delle olive, ora bisogna ricreare olio novello e vin nuovo. Novembre ricco di proverbi. C' è l' esigenza ch' io mi fermi. Novembre co' i suoi funghi e detti antichi. E già l' inverno incalza, definitivamente e vento e gelo spadroneggiano. E' d' obbligo che mi decida a interrompere queste parole, questi pensieri. Li riprenderò; aspetterò la prossima primavera, quando ritorneranno a splendere di verde i prati. Ora la mia presenza qui è necessaria.
- ilprincipedellemaree: 03/11/2016(diritti riservati) -

 

2 commenti:

  1. Ho iniziato bene la mattinata con questa lettura.
    Molto delicata, per nulla volgare. Mi piace

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    1. thank you dearest ... come mi sento inglese questo pomeriggio!

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