16 agosto 2016

Miscellanea: Il mio ultimo tango.






“ … Era come se avessimo bisogno un po’ tutti di sorrisi, di ricordi, di racconti, di novità,  di consigli, di confidenze, di ascolto,  di calore, si, di tanto calore umano. …”(dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair) 


Sono un grande frequentatore della notte, io e la notte siamo in forte intimità. La notte è bella e porta idee sempre nuove. Le persone più interessanti escono dalla notte. Nella notte sono sempre stato sveglio come un grillo, non ho preso mai sonno. La volta che sono andato a letto presto, mi sono svegliato nel cuore della notte e non ho più richiuso occhio ed è stato allora che ho cominciato a pensare a te, come si può pensare a un tango. Che strano accostamento: tu e il tango argentino. Ti ho messa a confronto, ti ho amalgamata, ti ho miscelata con un tango argentino: tu, il mio ultimo tango, il mio ultimo tango argentino. Si può paragonare una donna a un tango? E’ lecito farlo? Si, se la donna è sensuale, si, se ha superato l’ imbarazzo dell’ abbraccio e si cimenta in pose ardite e coreografiche con il suo ballerino, si, se sa apprezzare il piacere del gradimento da parte del maschio, lei luna, lui re. Non danzerei mai un tango argentino perché non lo so ballare, ma lo amo in modo viscerale, intrigante, sensuale, amo la sua musica, mi ci confondo, ci sguazzo dentro, amo la sua pelle, adoro i gesti e le sue coreografie e se lo dovessi ballare, per ordine superiore, potrei danzarlo solo con una donna dal pelo nero, per me è così. E' il nero che altera, che attrae i sensi e tu sei il nero di questo ultimo tango argentino! Tu e il nero dei tuoi desideri, tu e il nero delle movenze, tu e il nero del darmi piacere sempre anche con un semplice sorriso. La tua risata rauca: che sfizio! La sento  risuonarmi all' orecchio anche quando ti sono lontano. Dai alzati, scendi dal nostro letto tutto disfatto e balla con me quest’ ultimo tango, quest' ultimo tango argentino; le menti unite: una, i cuori uniti: uno, dai muoviti come solo tu sai fare, spingi i seni pieni contro il mio petto, la mia giovinezza ti condurrà lontano, la fantasia poi ci regalerà l' impossibile. Il tango ci insegnerà come avvicinarci all' intrigo, all' amore e alla sensualità, balliamo e diamoci la possibilità di essere sedotti una volta di più dal suo fascino, noi due, solo noi che ci siamo sempre parlati anche solo in un abbraccio. Hai vissuto gran parte della mia vita passo dopo passo ma sempre in un chiaroscuro, quasi in disparte, senza mai proporti, senza mai esporti, ma sempre in silenziosa condiscendenza. Hai seguito il mio andare, il mio vagare in un tacito tumulto? Non so, forse si, sicuramente consapevole del mio ritorno a te, come si torna al sud. Sei stata e sei la candela che mai è stata ed è tremula, che nessun vento, nemmeno il più violento, riesce a spegnere e che illumina la mia via, anche il mio passo verso di te. Questa favola sta per finire, non ci resta che esserne immensamente felici. Assolutamente si. No, c' è ancora tempo di dire che sei il tango, il tango argentino della mia fantasia, vuoi ballare con me quest’ ultimo tango, il mio ultimo tango? Ascolta la melodia, senti le parole, sono tristi ma piene d’ amore, sono per te, le dedico a te, sempre viva, sempre presente nella mente mia: “ Torno al Sud, come si torna sempre all' amore, torno da te col mio desiderio, col mio timore. Porto il sud come un destino del cuore, sono del sud, come le arie del bandoneon. Sogno il sud, immensa luna, cielo capovolto, cerco il sud, il tempo aperto e il suo seguito. Amo il sud, la sua buona gente, la sua dignità, sento il sud, come il tuo corpo nell' intimità. Ti amo sud, ti amo sud, ti amo sud, ti amo Sud, sud ti amo ”. E’ il mio tornare, è il mio ripresentarmi a te, dolce, splendida armonia, senza alcun abbandono e senza interruzione, simile alla risacca del mare sul bagnasciuga, in una notte quieta di una calda, caldissima estate. 
- massimo:31/05/2015 -
 

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