4 agosto 2016

Miscellanea: Quella bottiglia di Montecristo bianco.







" Lo seguo spesso il cuore, ma ... " (dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair)


Forse sta correndo troppo, deve fermarsi, deve bloccare la fantasia, la frenesia che spesso s’ intrufola tra la noia e la solitudine e fa accelerare i tempi, alterandoli. E’ donna in tutto e per tutto, intelligente e mai sofisticata, non si atteggia e uno dei pregi è che l' intelligenza si mescola alla semplicità nel dire e a un’ abile capacità d' ascoltare. Sicuramente una bella donna con labbra intriganti, come ha sempre amato, vestita sobriamente e per nulla volgare nei gusti così come nel trucco. Si dedica con interesse al proprio lavoro di seria professionista. Al momento non sembra nascondere chissà che; non capisce ancora come si confronta con l’ amore ed eventualmente con il sesso, se è attrice o semplice spettatrice e il piacere sarà quello di scoprirlo, quel gioco sottile di berla a piccoli sorsi come fa con la bottiglia del suo vino preferito: il bianco chardonnay, dal profumo delicato di frutti e fiori di campo, il suo amato Montecristo. Questo è il resoconto che si è fatto scambiando qualche semplice messaggio. Sarebbe stato un sogno, conoscerla lentamente, attimo per attimo, momento dopo momento. Già la desidera; questa cavola di frenesia che lo prende quando s’ impegna a cercar di gareggiare con l’ ignoto. L’ immagina distesa, annoiata e pronta a ogni soluzione. Ma è convinto di sbagliarsi. Lei dice: “Ti aspetto” e quella semplice parola, può apparire ai suoi occhi, foriera di molteplici significati. Si muove in funzione di lei, ogni passo della mente le è rivolto, anche il semplice camminare, il lavarsi, il farsi la doccia e la barba è come fosse uno scopo per giungere a lei. Non riesce a distrarsi, il pensiero della donna, in ogni istante, occupa la mente. E con lei che desidera muoversi, le due menti si sono incontrate per caso, in un limbo ovattato e insieme devono percorre un breve o lungo cammino, dipende tutto dalla loro voglia mentale, dal desiderio di non completo appagamento che rimane anche dopo un atto sessuale. Quello spiraglio che lascia aperta la loro conoscenza, quasi la loro scommessa, il loro divenire e che li rende mai sazi l’ uno dell’ altra, come dovrebbe essere in una relazione duratura. Solo con lei per raggiungere insieme il Paradiso o sprofondare all’ Inferno. Ovviamente, tutte le bellezze dette sopra, sono soltanto supposizioni, in quanto non hanno mai parlato dal vivo, ne tanto meno per telefono. Al momento è solo un gioco di fantasia, un gioco venato di sensualità, intrigante, c’ è un forte autoconvincimento che lo indirizza verso un finale molto positivo. E' certo che, insieme, sarebbero volati più in alto dell' arcobaleno! Sicuramente dovevano vedersi per sciogliere ogni eventuale dubbio, anche il più piccolo; era necessario incontrarsi, guardarsi negli occhi, annusarsi, quanto meno sfiorarsi, per evitare così il pericolo di far sprofondare il tutto nella rete, a volte intrigante, del virtuale. Non è poi tanto difficile farsi fagocitare la mente da questa forza assassina. Questa piovra che ti permette di portare avanti, con un certo sollievo la tua quotidianità, senza impicci fisici né mentali, senza pendenze e al momento opportuno dedicarti agli amici, sui vari social e chat, avendo risolto, una parte dei problemi, dallo stress agli assilli derivanti da una reale relazione di coppia. Ma è troppo vivo il desiderio, la curiosità di incontrarla che organizza il tutto. La vedrà in un ristorantino non distante dall’ appartamento di lei, quindi la raggiungerà in tram poiché di sera si prevedono problemi di parcheggio. Insomma, si è creato una via di fuga, nel caso le cose non fossero come la fantasia gliele ha rappresentate dal primo momento. Ha prenotato per due e chiesto espressamente che sia servito l’ amato Montecristo bianco, il vino che l’ inebria. Si incontrano di sera, lui si fa riconoscere perché indossa un impermeabile grigio chiaro, lei lo aspetterà all’ ingresso del ristorante, recando un ombrello di colore blu. Eccoli faccia a faccia, leggermente imbarazzati. E’ talmente preso che a stento nota la sua magrezza e la discreta altezza. Si accomodano e il cameriere porge loro il menù ed espone le prelibatezze della casa; entrambi sono troppo impegnati nel gioco del guardarsi, offrendo sorrisini di circostanza. Lui è convintissimo che la donna lo trovi interessante, del resto tutte lo hanno trovato e lo trovano di bell' aspetto, quanto a lei, cavolo, quanto è magra cacchio! E poi, non è troppo alta? Ama la donna ben fatta, non troppo alta, bei seni e bei fianchi. Vabbè, tiremm innanz! Chiede, con garbo, di servire del soutè di frutti di mare, spigola all’ acqua pazza e infine dolce ed eventualmente gelato. Lei lo interrompe precisando che non ama la spigola ne l’ orata, in quanto pesci d’ allevamento, quindi sbirciando il menù, decide per dei gamberoni reali. Ottima scelta, osserva il cameriere. E così sia! Bisogna soffrire, di questa pasta è fatta la vita in due! Rivolto alla donna, il cameriere ossequioso, fa presente che il signore ha prenotato, da buon intenditore, dell’ ottimo Montecristo bianco. “No, per carità, niente vino bianco, porti del vino rosso e scelga lei, il nome e la qualità mi sono del tutto indifferenti.” Il cameriere, con delicatezza, fa presente che per accompagnare dei gamberoni reali alla brace e del souté di frutti di mare, il vino rosso sarebbe poco indi… “Ho detto vino rosso, non amo il bianco!” Oddio e il suo bianco chardonnay dal profumo delicato di frutti e fiori di campo, l’ amato Montecristo? Ma dove cacchio si stava andando a cacciare? Quale vicolo buio, sporco, maleodorante e mal frequentato stava per percorrere? Annientato mentalmente, ma sempre, col sorriso ebete, stampato sul volto, si rivolge al cameriere dicendo con un filo di voce: “Accontenti la signora e mi porti una bottiglia d’ acqua minerale in vetro, non gassata, grazie. Ah, dimenticavo di farle sapere che la conoscenza tra me e la signora si concluderà non appena avrò pagato il conto!" Ma, purtroppo, non ebbe le palle di dire, ad alta voce, queste ultime parole, l' educazione ricevuta non glielo permetteva.
– massimo: 11/05/2015 -
 

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