4 agosto 2016

Miscellanea: Nostalgia canaglia

 
 

 
“ Mi perdo nel cielo, stanotte. E' meraviglioso. Lo bacio con gli occhi. Vesto il cuore del suo luccichio magico e libero un pianto silenzioso, perché tanta bellezza mi commuove. “ (dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair) "

 
Questo anelito indefinito che m’ avvolge con i suoi colori e che indirizza la mente a voler rivivere situazioni incastrate nel passato, mi getta tra le braccia della tristezza, mi spinge verso il rimpianto; ecco dunque che per alleviare quest' affanno, vorrei raggiungere il silenzio e il buio e galleggiarci dentro, perché nel buio la realtà s’ illumina e nel silenzio arrivano le voci da fuori, giungono all’ orecchio, i sussurri del passato. Sono consapevole che il silenzio è una scelta efficace, sensata e molto spesso strategica, visto che è da preferire a mille parole che possono creare disagio, specialmente in situazioni delicate e poi è un bisogno, è il mio bisogno. A volte mi capita di cercare il silenzio, il silenzio mi permette di sentire il mio respiro, ascoltare i miei pensieri e trovarmi o ritrovarmi quando ho la mente stanca o forse solo se ne ho bisogno. E mi rifugio nei silenzi miei, perché più che pensare alle cose preferisco sentirle e ho imparato a credere anche nelle favole e meno male che esistono in questo mondo sempre più dominato dal tutto è lecito, dall’ improvvisazione, dall' inganno, dall’ indifferenza. Ma non è per caso che queste considerazioni sono dettate dalla noia? Assolutamente no, per carità, ma quale noia, già è così difficile vivere la vita! La vita è destino e nella vita conta quello che si fa, tutto il resto sono solo rumori di sottofondo, la noia o addirittura la nostalgia sono condizioni, sono emozioni che ci creiamo noi, da soli, così come l’ ansia, la paura, la rabbia, la tristezza, il disprezzo e tutto questo non rientra certamente nel mio caso, perché io mi sforzo di vivere la quotidianità lontano da questi stati di diversa intensità emotiva. Certo, sarò pure, fortemente, demotivato, avrò anche le palle gonfie, sembrerò essere allo stremo e sarà per questo che mi chiudo sempre più in me stesso ed è solo allora, che mi tuffo a capofitto e sguazzo nell’ amore, ma attenzione, amore inteso come piacere della carne, soddisfazione dei sensi e non come un immenso e luminoso sentimento. Il sesso è l’ unica cosa che mi estranea da tutto, non mi permette di pensare o devia i miei pensieri e mi trasmette tranquillità, calma, come e ancor di più, il silenzio e il buio. Del resto non entro, qui, nei particolari perché i veri libertini, come lo sono io, non vanno nei salotti a bisbigliare all’ orecchio delle persone, le loro avventure sensuali, anche se convinto che in parecchi si siederebbero attorno a me, per ascoltare, con mente lasciva e occhi lussuriosi, le mie avventure galanti. Sono desolatamente stanco, lo sono, innanzi tutto mentalmente, questo si. Ma, come sempre, passerà, ogni cosa è destinata a passare, sapete bene che tutto scorre, cavolo e come cazzo scorre, peggio di un disgorgante; allora, per evitare che si avveri tutto ciò, sono sempre più convinto che mi farà felice conservare solo il silenzio e il buio e sicuramente li racchiuderò, gelosamente, in una teca che guarderà oltre la finestra della stanza dove ho vissuto giovinetto e dove, certamente, ritornerò alla fine del mio viaggio e lì, ogni mattina, mi affacciavo, stringendo tra le mani quei fragranti  panini, ancora caldi, ripieni di fette profumate di mortadella che si squagliava in bocca ad ogni morso, verso i mille colori dello splendido golfo, dove lo sguardo si perde, come in un paradiso d' estasi, verso l' immenso mare, difeso dalla vergine e leggiadra fanciulla, trasformata in sirena, verso il profondo e azzurro mare, verso quelle isole maestose; naturalmente il segreto di tale scenario che sfugge a qualsiasi valutazione esatta è nelle stelle e di tutto questo, badate bene, solo di questo, avrò un’ immensa, ma che dico, un' eterna, totale, maledetta nostalgia. Ah, questa pazza, canaglia nostalgia!
- massimo: 15/07/2016 -   

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