4 agosto 2016

Miscellanea: All' inseguimento della luna





 
“ … Ieri il mare sussurrava fiducia, diceva  che tutto andrà bene.
Sussurrava anche tanta dolcezza … ieri il mare. “
(dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair)


 
E’ necessario trovare ogni giorno un qualcosa o un qualcuno da cui lasciarsi ispirare. Oggi, ad esempio, mi lascio ispirare da questo sole d’ ottobre, esagerato, invadente, sfrontato ed alquanto possessivo. Ogni giorno si deve scoprire un qualcosa da cui lasciarsi affascinare o, semplicemente, trovare un angolo nuovo, diverso, prospettico dove sedersi per osservare e vagolare con la fantasia. Perché vivere la propria storia, quando è più facile raccontare la storia di un altro? Né si può rovinare una bella storia scrivendo la verità tanto spesso amara, ai tempi d’ oggi. A volte è usuale ritoccarla qua e là con qualche pennellata ben assestata tale da farle assumere un aspetto diverso e indirizzarla, quasi da sola verso il meglio, senza voler per forza inseguire i raggi della luna, che poi, abbiate pazienza, non è preferibile inseguire direttamente la luna che accontentarsi solo dei suoi  raggi? Per far si che la storia s’ incanali verso il meglio c’ è bisogno che qualcuno degli interpreti soffra per il bene degli altri interpreti. Il tizio di cui voglio dirvi mi dava l’ idea di un cacciatore in agguato, uno di quegli uomini che, poiché una sera l’ oggetto dei loro desideri gli ha sorriso o magari concesso un bacio o altro, pretendono subito di trasformarla in proprietà privata dove solo loro possono pascerci. E basta, senza discutere, senza riflettere si diventa ossessivo, perché ossessivo è il mantra “ sei mia, solo mia”, talmente ossessivo che spoglia d’ ogni fascino il presunto raggiungimento dell’ obiettivo, fino ad arrivare come minimo, a una spoetizzazione dell’ approccio e del rapporto tra i due esseri, o, addirittura, dello stesso amore. Come in un videogame, il gesto, il suono emesso dal cacciatore in agguato è sempre lo stesso, ripetuto all’ infinito con rabbia crescente e, a volte, con vera acredine; poi, magari, in un anfratto di se stesso, mentre scarica questa specie di violenza, lo capisce anche lui che si sta disperatamente accanendo su qualcosa che non può pretendere, ma che va conquistata seguendo altre strade, che va curata passo dopo passo, seguita, come l’ inseguire direttamente la luna, invece dei suoi raggi. Ma il cacciatore in agguato non ragiona, in fondo non sa bene nemmeno lui cosa vuole, quale sia il suo obiettivo. Sa solo che, purtroppo, non riesce a fermarsi e non si ferma né si fermerà. Ha superato il limite e indietro non riesce a tornare e non pensa ad altro e non sa, lo stupido, che si perde gli odori, i sapori, l’ attesa, quella sensazione di smarrirsi in un bacio, di ridere delle proprie avventure e delle proprie disavventure. L’ ansia che instilla nell’ altra, si ritorce e prende a scorrere nel suo stesso circolo sanguigno finché comincia ad agire in preda ad essa, con picchi, sempre più frequenti, di panico fino a dimenticare completamente di essere un cacciatore in agguato e da carnefice diventa vittima. Ed è a questo punto che l’ abilità di chi muove gl’ interpreti sulla scena, di chi decide quale direzione dare alla storia, diventa decisiva, quasi vitale. Ed è qui che subentra la mia fantasia, questa mia eterna amante, bastano quattro pennellate ben assestate per trasformare in men che non si dica uno stalking lugubre e tristissimo da portare avanti in un semplice lui ansioso, lei ansiosa e l’altra non ancora ansiosa, il tipico triangolo d’ ogni tempo, che va di moda fin dalla creazione di Eva. Ecco che prende vita il classico triangolo tenuto vivo, ma non per molto, da sotterfugi, bugie, scuse, assenze fisiche e mentali, fughe romantiche e fughe d’ amore. Tutto questo porta alla distruzione del triangolo e ognuno s’ incammina per la propria strada. Tutte e due le donne hanno perduto l’ amato e si sentono vicine nel dolore ma anche nella ricchezza di spirito, le divide solo l’ ansia che attanaglia ancora, per qualche tempo, lei. Decidono d’ incontrarsi così senza neanche un perché, giusto per guardarsi in faccia e darsi qualche risposta. L’ altra si reca a casa di lei spinta dalla curiosità tutta femminile di scoprirne la bellezza, stessa curiosità che alberga in lei. Si confortano e si convincono sempre più che devono dimenticare il recente passato, piangono e si promettono buona amicizia e s’ abbracciano vicine nel dolore e il rimanere abbracciate su quel divano è in qualche modo anche meglio del baciarsi e del fare l’ amore. Ed è così che, abbracciate, si mettono con impegno all’ inseguimento della luna. 
- ilprincipedellemaree: 18/10/2014 (diritti riservati) - 
 
 

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