2 agosto 2016

Miscellanea: Canzone d' estate







 “ … Io … vorrei portarti gioie a palate, ma che dico palate, montagne stratosferiche di gioie vorrei portarti… ma non ne ho, non ne ho … (dal blog: Ad un passo dai sogni di Nair) “


Vorrei guardarti nel momento in cui apri gli occhi e mentre mi cerchi col pensiero, nascosta al buio dei desideri. Ora è tutto bello, il brutto poi verrà, è sempre stato così come il susseguirsi dell’ estate con l’ inverno; non resta che fermare sulla carta e in fretta queste poche piacevoli sensazioni che mi pervadono tutto. No, che non piango, le lacrime, quelle nate dal dolore le ho finite, ma escono prepotenti, frettolose e calde al minimo soffio di piccole emozioni, fragili, sfrontate, senza più pudore. Tu sei il coagulo delle poche sensazioni, che ronzano intorno ai miei giorni pigri, tu sei capace di proporre un nuovo modo d’ amare, un amore diverso, particolare, intimo, ricco di voglie da prendere a piene mani. E ti vengo a cercare, sotto le finestre aperte, preso dal desiderio, senza proclami né superbia, con il parlar chiaro di chi non insegue sempre frasi ad effetto per parer più attraente d' altri, ma convincente con i modi e la sola vera passione. Sto sognando di te, sto scrivendo per te, sto imprimendo nella mente le tue forme, i tuoi seni, il sorriso; può un sorriso cambiare le cose? Certamente aiuta, diverse sensazioni, diversi umori ma anche soprattutto diverse espressioni del viso, intrigano sempre più, attirano, coinvolgono. Sulla giostra dei trucchi, ai giorni nostri, son capaci di salirci tutti, io no, voglio tornare all’ amore, a un amore fatto di sguardi, di gesti furtivi, d’ intrighi, di mai sopite carezze. E rimangono sempre in me momenti di quel desiderio sfrenato, della ricerca di te e t’ immagino invasa dalla voglia e in pose più ardite e scomposte che mai. Vorrei instillare dentro i sogni tuoi e in fondo all’ anima, a goccia a goccia la mia sfrenata fantasia, introdurla piacevolmente, penetrarla dolcemente, come si fa in un amplesso ricco di frenesia. Vorrei portarti sulle ali del vento, quel vento fresco che dona solo intimi brividi. E mi vieni a cercare nelle tue notti insonni, perché hai fame della mente mia, di parole, di gesti, vuoi che porti sorrisi e che affoghi l' apatia, vuoi che riempia di ebbrezza tutto il vuoto che t' avvolge. Tu sei il canto d’ amore, io, il fresco delle tue voglie; il tuo corpo mi rende ricco di desiderio, sottomesso a ogni richiesta; ti tengo stretta fino a farti male, quel male della mente, che poi ti culla come un cucciolo di cui io solo ho potere. E' troppo potente e fugace questa tempesta, voglio berti fino a che lo vorrai, fino a che i tuoi occhi e il viso arrossiranno delle mie carezze, fino a che mi darai il tuo miele, fino a che soddisferai ogni mio volere e cadremo, entrambi sfiniti, sazi; la tua immagine pulita si fa sempre più desiderio ed è dolce smarrirsi poi nella realtà, è come se si spiegassero le ali a un pulcino che diventerà cigno. Io ti vedo con gli occhi persi del mio volerti. I fremiti, le pulsioni squassano le membra, sento che accorri al mio bisogno, avverto la tua disponibilità, sento sempre più le tue mani, la bocca e la tua saliva che mi cercano, dapprima, con timidezza per poi mordere le labbra con le tue assetate della mia voglia. Ti schiudi alle mie braccia e abbandoni i tuoi pudori, apri la timidezza e ti trasformi piano; non voglio che ti fermi, continua la tua danza eccitante; sei arrivata in punta di piedi e hai sgombrato in un attimo tutte le certezze come la mia capacità di sottomettere; vorrei donarti ogni pensiero, così saresti pronta per la mia fantasia; dai, danza, per me, una nenia d' amore; buonanotte piccina, questa notte è per te.
-  ilprincipedellemaree: 27/07/2015 (diritti riservati) -

 



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