2 agosto 2016

Miscellanea: L’ attesa







“Il Vento non prende ordini da nessuno
Non ha padroni,
E' figlio della sua libertà. …”(dal blog: Ad un passo dai Sogni, di Nair)


E’ necessario attendere, c’è da aspettare. Aspettare, attendere, mammamia che parole antipatiche. Quasi più antipatiche della parola lavorare. Nella vita l’unica cosa che conta è andare avanti e basta. L'idea del futuro prevede un'attesa, che mi piaccia o no. Quell'attesa che non ho voglia di vivere. Io non voglio vivere l’attesa perché l’aspettativa non è certezza e nemmeno una sua pretesa. All' improvviso tutto questo che ti sto scrivendo mi è diventato chiaro stamane al bar, davanti al mio ginseng." Sei giovane e già ti senti vecchio e stanco mentalmente, ma cosa sta cambiando nella tua vita? I minuti, le ore che corrono sono le stesse, i piccoli gesti e i compiti quotidiani sono quelli di sempre, la tua normalità, il tuo sano equilibrio, la tua semplicità e tutte le qualità che ti appartengono devono nutrire il tuo umore, la gioia di esistere. Mi fa tristezza sentirti dire questo. Anch' io vivo momenti di sconforto, ma è solo l'inconscio che mi proietta momenti di vissuto che galleggiano all' improvviso e che non riesco più a rimuovere, ma se li allontano cerco di dare un senso a questa mia vita, anche da sola. E' bello il tuo ultimo scritto “ The normal one, considerations “ soprattutto ti appartiene e traspare da quelle parole come una spinta interiore che ti convince a dire a te stesso che stai bene così, che niente ti turba o ti tocca. L'ho letto col sottofondo della bellissima musica che hai scelto e mentre lo leggevo ho avvertito un senso di pace “. Sei sempre stata simile a un uragano che, in natura, scaricando energia, tende a portare il sereno e tu porti solo e sempre il sereno. Mi appassiona scegliere sottofondi musicali per i nostri scritti, metto impegno, mi ci butto a capofitto. Attesa, tanta attesa. Spesso vana. In fondo, l'attesa del piacere, è essa stessa piacere no? E se fosse, in fondo, solo un lungo periodo d’immensa e mortale noia? Ma poi, a dire il vero, io ho sempre odiato l’attesa anche la più banale, come l’attesa nel negozio del barbiere sotto casa o quella al lavaggio dell'automobile. Conosci la noia, quella simile alla nebbia della statale che congiunge Milano a Pavia? Se la tagli a fette è capace di spezzare il coltello del servizio delle grandi occasioni, quello bagnato nell’ oro. L’attesa del futuro no! Sono uno dei padroni dell’universo, io merito di più e per uno come me non ci sono limiti di sorta. Ed eccomi qua, in una cornice sempre più deprimente ad attendere, ma attendere cosa? Che qualcuno, mosso a compassione, mi venga a prendere per portare via? Ma dai. Chi se ne frega di me. Figurarsi, c’ è tanta corruzione oggi, che la gente, ogni giorno, si sveglia già stanca perché ha la mente troppo occupata, presa com' è a pensar di rubare e a frodare realmente. C’è un tale egoismo nella nostra società, un immenso disinteresse dei propri simili, un tale abbrutimento che, anche a me, non va più nemmeno di palpare il culo delle donne su di un pullman affollato. E allora a chi mi regala il giorno che verrà, il futuro, senza bisogno d’ attesa, lascerò in eredità la mia strabordante immensità, il mio immenso erotismo, il mio savoir faire. E se poi non lo volessi il futuro, se mi facesse paura? Se volessi vivere alla giornata e godermi l’ oggi senza essere assillato da tutti i dubbi che può riservarmi il domani? Il carpe diem e il meglio un uovo oggi, che bello, com' è inebriante! Di sicuro non avrò modo di verificare tutto quello che potrà succedere. E così, anche in questo momento, la vita, senza aver pietà di nessuno continua a essere una sfida, innanzitutto con me stesso e allo stesso modo di quando ero un giovane studente senza esperienza. Dicono i saggi che se cerchi un futuro devi andare a cercarlo, ma io non amo camminare, avventurarmi per posti inesplorati e bui. Mai! Ho terrore dei serpenti e poi vivo nella noia. Se proprio lo vuoi sapere, alla fine della storia, non ci capisco più nulla, devo stare fermo e aspettare o muovermi per andare a cercare? Non voglio aspettare, ma non ho intenzione nemmeno di andare! Che caos, non mi raccapezzo più. Siamo sicuri che la realtà superi la fantasia? Questa considerazione, per finire, non rientrerebbe nel tema delle valutazioni appena scritte, anche se in fondo in fondo e riflettendoci attentamente mi sa mi sa che … La mia attesa fatta di pause e di slanci, di aspettative e negazioni. L'attesa, dimensione del tempo che io rinnego, annullo, azzero con  elegante autodifesa. Un bacio sulle labbra a me stesso, uomo in attesa ma così tanto annoiato!
– ilprincipedellemaree: 08/12/2014(diritti riservati) -
 
 

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