1 agosto 2016

Miscellanea: Dolce sogno






 
 " ... io ci sarò anche se non mi vedi; io sto dalla parte del fiume dove la sponda solleva, dove non si conosce la fuga o l' abbandono. (bitw)



L' attesa tra speranza e timore, la certezza della solitudine, la constatazione di quella solitudine massima, il nomadismo mentale,  la vita che se ne scivola via, che vola via troppo in fretta, queste sono le contraddizioni e il mio volto le esprime meglio di ogni altra faccia. Pensieri sciolti. Quelli che accompagnano la mente, in viaggio perenne con la fantasia, prima di qualche dolce sogno notturno, sogni che si comprano dai mercanti nelle fiere di paese. Per quale motivo, allora, non provare a raccoglierli, a metterli uno dietro l’ altro, questi pensieri, come un enorme vaso, senza alcuna pretesa, solo per il gusto di aprirlo una volta ogni tanto, quando ti assale la nostalgia. Pensieri slegati, che nascono e muoiono in un secondo. Pensieri liberi, quelli che prendono forma nelle osterie delle periferie delle città. Ho racchiusi, dentro me, ricordi saporosi di quelle latterie, della vineria nella mia periferia, quasi nascosta, sotto un portico lungo e basso, dove anche la nebbia faticava a infilarsi. Qui ho trascorso una fetta del mio mondo universitario e sempre in allegria tra chitarre, canzoni stonate e baldorie carnevalesche e dove spesso, colmo di tristezza e sazio di noia, scrivevo, a matita, pensieri e vaghe poesiole, poggiando fogli su di un tavolo di marmo intriso di chiazze di vino rosso e mai asciugate dalla grassa e lenta padrona. " Io non canto alla luna imbronciata, insolente, lasciva né a una stella pregna d’ intrighi, balbettante nel cielo. Non canto la spocchia del vento che amoreggia tra i faggi né dell’ ubriaca e inquieta spuma del mare d’ inverno. Canto gli amori ormai malandati, affogati da questa malcelata tristezza. Canto il palpito d’ un momento agognato, grondante, intriso, inzuppato d’ amore. " Pensieri slegati, liberi, pensieri che racchiudono istanti, momenti della mia ancor giovane esistenza; ricordi: " ora non mi restano che questi e la tristezza che s’ insinua dentro ". E le funzioni che svolgo nel lavoro, non riescono a distrarmi né a soddisfare la voracità che è in me. Comprerò alla fiera un dolce sogno, contratterò col mercante di sogni che mi parrà meno scaltro e non baderò a spese. Un sogno bello che mi dovrà affascinare molto, quasi quasi dovrà rapirmi l' occhio, come una di quelle belle donne, quelle femmine di cui però non ti puoi fidare a sazietà. Perché non sai se sarà così per tutta la vita, quindi dovrò essere bravo a gestire i momenti no che comunque, nel sogno, arriveranno. D’ altronde come c’è il pelo nell’uovo, anche in un sogno dolce può esserci il pelillo. " Scriverò i miei pensieri su questa pioggia assordante, che rimbalza a tratti tra le mie lacrime, pervase d’ odio verso lo scuro del mondo. Spierò le nuvole minacciose, grigie, accigliate, che danzano impazzite contro i miei vetri, nella certezza che l’Austro riporti l’ azzurro e s’ accenda di luce la via verso il nord ". L’ attesa tra il timore e la speranza e gira che ti rigira si torna sempre alla speranza, al bisogno di felicità, al tentativo spesso vano della ricerca di questa allegra donna il cui nome è Felicita. Ora si deve solo mescolare ben bene, aggiungere un quanto basta di magia rossa ed è necessario soltanto continuare a sognare questa baldracca. Vorrei compiere un viaggio che si possa nutrire solo di ricordi, un viaggio a zig zag anche nell’ aldilà. Ma la mia mente e la mia anima già l’ hanno fatto e sono anche ritornate da lì. Totò diceva che muoiono sempre gli stessi. È vero. Perché vivono sempre gli stessi. È una questione solo ed esclusivamente di qualità. E io, per quel che ho dato, do e darò, spero di vivere quel tanto per dare ancora qualità. Finalmente non servono più parole.
– ilprincipedellemaree: 02/12/2015 (diritti riservati) -



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