4 agosto 2016

Miscellanea: La fiaba del principe sterile

 
 
 

 
" Ho cose che non riesco più a dire ... e che ho bisogno di dire.
< Ti amo > ... ad esempio. (dal blog: Ad un passo dai Sogni di Nair) "

 
Carissimi, viste le tante richieste che m' invitano a scrivere una fiaba, corre l’ obbligo di chiedervi umilmente perdono per via di un grosso problema di natura tecnica. La fiaba da narrare ha un buco proprio nel centro ed è priva di una parte essenziale dello svolgimento che è il bosco, il suo attraversamento e tutte le situazione ad esso correlate, che poi, a voler essere pignoli, è il cuore della fiaba. Volevo mettere, con fortissima intenzione, " la chiesa al centro del villaggio ", ma purtroppo nessuna fata turchina si prodigherà nel salvare la pulzella dai veleni dei malvagi e degli invidiosi che, da buoni compagni di merenda, frequentano il bosco e, d’ altra parte, non ci sarà nemmeno un cavaliere armato di spada splendente che la salverà dall’ alito infuocato del drago guardiano dei sette fringuelli e quindi la pulzella o si dovrà abituare alla mesta solitudine e a cavarsela da sola tra mille pericoli, oppure la fiaba andrà a farsi fottere, anche se chi è d' indole buona si salva da solo e questo cade a fagiolo perché la pulzella incarna la bontà in persona ed è anche dotata di un bel sedere e di grande equilibrio, dato che senza equilibrio mentale sei costretto a stare sulla difensiva, finanche nella postura. Sei tutto incartocciato sulla poltrona per difenderti e per schivare i colpi. Poi, però, dopo un' iniziale e comprensibile diffidenza cominci a rilassarti, distendi i nervi e i muscoli, allunghi le gambe e le braccia e non ti guardi più attorno per paura di agguati, capisci che non sono previsti colpi bassi e così ti rilassi e cominci a sentire dentro di te il diffondersi dell’ equilibrio che pian piano porta alla fiducia e la fiducia, spesso, fa star bene e fa fare anche miracoli. Ed è con immensa rottura di marroni, che mi accingo a raccontare questa fiaba, sicuramente mutilata e difforme. In ogni fiaba che si rispetti la paura è sempre presente e, in questa mia, è vivo un lieve soffio di paura.  Esiste un re, vecchissimo e malatissimo, che dice, con voce tremula, all' unica figlia dal bel sedere, di recarsi presso il di lei zio, per ricevere in dono una collana magica, d’ oro e diamanti, rubini e smeraldi, lapislazzuli e zaffiri e via dicendo, che lo avrebbe guarito al solo posarle gli occhi per ammirarla. La bella pulzella, bionda, occhi azzurri, un corpo fascinoso e, ripeto, un gran bel sedere, senza perder tempo, armata di equilibrio e immenso coraggio, si mette in viaggio e così in sella al suo bianco destriero di nome Pistacchio, galoppa fino ad arrivare dinanzi l’ ingresso di una foresta che tutti chiamano stramaledetta e dove è scritto: “ non sarà più vietato l’ingresso ai minori, ai guardoni, alle donne di mal' affare e ai maniaci sessuali perché, da domani sarà eliminata, scomparirà. Per dirla tutta si è deciso di abbattere gli alberi, insomma di eliminarla anche dalle mappe reali, visto che ha sempre creato pericoli di ogni tipo e poi sparge un’ umidità, talmente umida, che quelli che vi abitano tutt’ intorno soffrono di artrite reumatoide, lombo sciatalgie, artrosi deformante e varie, tanto che nell' U.O. di Ortopedia e Traumatologia, non ci sono più posti liberi! La pulzella, acceso il fuoco e fatto ristorare il destriero bianco, di nome Pistacchio, comincia a pensare che in questa situazione, la bellezza, il coraggio, l’ equilibrio e la serenità, che le fanno sempre compagnia, potrebbero non bastare e che bisogna tirar fuori anche quel bel popò di sedere e di furbizia, amica non rarissima, per superare ostacoli altrimenti insormontabili. S’ addormenta, accanto al fuoco, serenamente, tenendo per mano, per paura che scappi, quel tanto di furbizia; sogna i pericoli che si presenteranno l’ indomani per far sì che la fiaba possa svilupparsi secondo i canoni tradizionali. Sogna d' essere all’ altezza del successo solo se riuscirà ad essere all’ altezza nella sconfitta, ma che il lettore e/o l' uditore, mai assisterà a quello che potrebbe avere sempre più l’ aspetto di un lento e inesorabile naufragare, perché la serenità, la punta di furbizia e la sua grande intelligenza, unita alla sua immensa beltà, all’ equilibrio, al coraggio e al gran bel sedere, la faranno prevalere su tutto. Riuscirà ad arrivare al castello per poter ricevere il dono prezioso promesso. Avete mai letto o sentito narrare una favola dal finale triste e tragico? Io mai, altrimenti non mi sarei mai addormentato, da piccolo, e oggi sarei un povero paziente schizofrenico, assiduo frequentatore  di un Dipartimento di Salute Mentale. Eccola in sella al suo destriero bianco e di nome Pistacchio, correre verso l’ ignoto, convinta da sempre, come le è stato insegnato, che la vittoria è un esercizio mentale, così che la vittoria porta solamente a un' altra vittoria. L' indomani, attraversando il deserto dei Tartari (?), s’ imbatte in un omone, grosso, grasso e guercio che le sbarra il passo dicendo: “ Come è buona la purga Pollicino, sia alla sera che al mattino, basta berne un bicchierino. Su bevi ragazzina o ti tagliuzzo la fringuellina! “ “ La cattiveria non si compra, tu potrai essere grossissimo, mastodontico ma, ahimè, non potrai aumentare mai, lì tra le gambe, la lunghezza del tuo pisellino di almeno altri dieci centimetri! “ dice arrestando il bianco destriero di nome Pistacchio. Crollare di fronte a questa tremenda situazione sarebbe la strada più semplice, come un marinaio caduto in mare nel bel mezzo d' una tempesta. E in questi casi chi sta per annegare non ha bisogno di consigli, ma di aiuto. Le arriva, dato che è provvista anche dell' ormai arcinoto e famoso gran bel sedere, dal destriero bianco di nome Pistacchio che grida: “ Io non sono venuto a salvare lei da te, grosso e grasso guercio maledetto, ma per salvare te da lei “. L’omone, gettato il cartello grida: “ Per Barbablù, un destriero bianco e per di più di nome Pistacchio che parla e grida pure! “ Scompare dalla vista dei due. “ Bravo il mio cavallino ” dice la pulzella “ mi hai tolta da un bel casino ”. Attraversato tutto il deserto, giungono a un passo stretto stretto tra le montagne innevate, chiamato le nevi del Kilimangiaro, dove c’è un omuncolo, gobbo, orripilante che le fa cenno di leggere un cartello con su scritto: “ Se da qui vuoi passare, la soluzione dell’ indovinello dovrai dare: qual’ è il colmo dei colmi? " "Non sai, infido omuncolo, che senza cuore si perde? Per gente come te ci vorrebbe la violenza, ma che sto dicendo? In fondo, la violenza non è mai accettabile e poi io sono una principessa bionda, provvista pure di un, ormai reso famosissimo dall' autore, gran bel sedere! “ Allora il bianco destriero di nome Pistacchio grida al gobbo: " Ma che ti vai inventando omuncolo viscido, comunque per farti scappare a gambe levate, sappi che  la soluzione dell' indovinello è: il muto che dice al sordo che il cieco lo sta spiando! “  Il gobbo scompare in un battibaleno non capacitandosi che un destriero, per di più bianco e sempre per di più di nome Pistacchio, possa parlare e risolvere l’ indovinello. Finalmente, arrivata a corte, si presenta allo zio e dato che va' di fretta, per il fatto che si è rotta le scatole di tutta questa lunga storiella, prende la collana e se ne adorna il collo; esce dalla reggia e la mostra al bianco destriero di nome Pistacchio che improvvisamente, con un suono trionfale di trombe, si trasforma in un bellissimo giovane, bello, bello, bello, vestito regalmente, biondo, biondo, biondo e, pure, con gli occhi azzurri, azzurri, azzurri. Chissà poi perché i ricchi sono tutti biondi e con gli occhi azzurri! Avete mai visto un morto di fame biondo con gli occhi azzurri? Io mai! Tornati, in carrozza, al castello, bla, bla, bla e si sposano. Bla, bla, bla e nascono figli, bla, bla, bla, con occhi e capelli neri. Neri? Sissi, neri! Il popolo mormora, voce di popolo, voce di Dio e critica e dice che Pistacchio è stato trasformato dalla strega che l’ amava, non ricambiata, in un destriero bianco, ma, ahimè, impossibilitato a procreare, insomma sterile! Bla, bla, bla e comunque, si narra ancora, che, divenuta reginetta di bellezza, ogni anno, partorisce un figlio dagli occhi e capelli neri. Sicuramente il padre di questi principini sarà un povero stalliere, morto di fame! Ora vorrei dire alla bella miss, gran bel sedere e al suo stallone: " Ma perché non usate i profilattici!? Inventatevi qualcosa insomma e fate in modo di non essere più sulla bocca di tutto il popolino, voi sapete com' è il popolino: festa, farina e forca e manco per far chiamare, il nostro eroe, quel povero, coraggioso Pistacchio: cornutazzo! E che ca .. o! "
 – ilprincipedellemaree: 28/10/2014(diritti riservati) -


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