16 marzo 2017

Miscellanea: Il colore dei giorni

 
 



“ Non può intercedere l' assenza a quello che ha creato il sole nei miei occhi, non può sedersi sul selciato mendicando suoni, ricordi o nostalgia. “(bitw)

 
"E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure". Così cantava l’ immenso Francesco. Sì, qualcosa rimane e le pagine chiare, al di là di tutto, sovrastano le scure; quelle pagine tetre, pagine simili alla mia apatia, negativa, becera, tracotante. Così come il sesso, crudele come non mai in una notte tutta da inventare; ma si dai, qualcosa rimane, ne sono certo; le pagine chiare, le pagine scure. Non è il chiaro e lo scuro che indicano lo scorrere dei giorni e del loro colore? si dei miei giorni sicuramente, così come lo scorrere del tempo. Presente e futuro si mescolano spesso in un pentolone che deve essere pilotato dalle mie mani sapienti, mani ormai esperte che miscelano al meglio gli obiettivi del chiaro e dello scuro, del primo o del secondo. Sono da sempre un abile osservatore del prossimo, fa parte del mio lavoro, anche se del prossimo, molto spesso, mi son limitato e tuttora mi soffermo ad osservare la scorza, solo quella e mi dedico al fisico che indossa in quel preciso momento il prossimo, quel maledetto prossimo senza il quale non ha senso l’ andarsene a letto e nemmeno lo svegliarsi al mattino con il loro odore tra  le carni, l' odore penetrante della rossa, l' odore gradevole della nera che ancora dormono, abbracciate, nell' intimo della loro immoralità, mentre le guardo fumando la centesima sigaretta. Questo modo di far sesso crudele com’ è attraente, com’ è intrigante; questa indifferenza alla sofferenza altrui, accompagnata spesso dal piacere nell’ infliggerla e com’ è sensuale quando ti lascia alle narici il sapore della soddisfazione, del riempimento totale. E tutto questo in quale casella si va a rifugiare? in quella delle pagine chiare o delle pagine scure? Sono un tipo che ha sempre avuto la battuta pronta, molto utile per farsi strada in questo mondo di ladri, in questa società corrotta, senza valori e senza dignità, società incolta, strafottente, che non si guarda mai attorno, impegnata solo a soddisfare i cazzi sua e che ha la faccia come il culo. Mi conservo sempre una donna di riserva per scaldarmi in queste noiose notti milanesi, queste fottute notti cariche di nebbia che aleggia sui Navigli e sull’ inquinamento in generale. Infine nei periodi di scuro, non mi perdo d’ animo, c’ è la musica che mi soddisfa, la musica che balla attorno alla mia pagina scura per far si che si schiarisca, la musica che si stravacca con me sul letto ampio, caldo e profumato dell’ odore dei sensi ed è lì che sprofondo in un magico amplesso con lei. Ed è così che compongo, giorno dopo giorno, il mio libro, sfogliando pagine chiare improbabili e grottesche e pagine scure, impalpabili come la mia anima e lascio che le  sue vibrazioni scelgano la mia chiave di lettura; ma sì, in fondo ho tanto tempo dinanzi e in questo tempo ci sarà sempre molto da scoprire e riadattare, da plasmare e ricreare per far si che, al tirar delle somme, le pagine chiare superino, almeno di una, le pagine scure.
- massimo:16/03/2017 -


5 marzo 2017

Miscellanea: Il dono dell' amore

 
 



“ E quando le mie labbra si stampano sulla tua fronte, quando sciolgo i capelli al tuo sorriso, vorrei che tutto questo fosse eterno. “(bitw)
 
  
Quando conobbi l' amore, fu talmente improvviso che mi piegò in due, svuotò la volontà e l' ideazione, rimosse lo scorrere dei giorni in virtù del mio intelletto e mi lasciò genuflessa a umori e sensazioni dalle quali non ero capace di fuggire. Mi tolse la capacità di osservare e di gestire il mio tempo con la coordinazione e il ritmo di sempre. Quell' amore che mai mi aveva alleggerita da cupe paure e banalità tinteggiate da effimere passioni, quell' amore che mi rincorse mentre io giocavo e mi abbandonavo ai venti capricciosi della mia pelle. Mi travolse e mi lasciai trasportare da tutto ciò che accadeva, un tumulto nei semplici gesti, un nodo alla gola che mi stringeva quando eri lontano, una corsa frenetica per raggiungerti e la gioia che urlava quando mi eri accanto accecato dal desiderio. Anche il sudore era un pegno d' amore, un simulacro, energia  che si materializzava sulla tua pelle e si mescolava alla mia. Mi chiesi allora quale uragano mi avesse afferrato e scosso così a fondo fino a increspare le grinze più dure dell' abitudine e della quotidianità e più scorrevano i giorni, più rimbalzavo da discese e risalite inebrianti. Presto mi accorsi di come era grande e vero, ormai mi apparteneva e brillavo come un pianeta della sua luce riflessa su di te, mi nutrivo di dolcezze eterne e di forti emozioni e il tempo scorreva levigando le contrarietà,  rivestendole di comprensione, affetto e tenerezza. Tenevo stretto a me questo amore, perché vedevo crollare intorno certezze e riferimenti, lui no, rimaneva solido e granitico, mi avvolgeva sempre e non mi sentivo mai stretta da quella morsa, sempre gradita e inebriante. Mi sono chiesta a volte, tutto questo non finirà mai, io, ho conosciuto l' amore ed esso mi appartiene, noi ci apparteniamo, fusi in un universo che filtra solo luce. Mi appartenne il tuo decadimento, il tuo sfiorire sobrio e disincantato, le mie rughe tu non le vedevi, conservavi di me quella perenne gioia che veste a festa anche le ombre. Tante lune nacquero e tramontarono sui nostri volti contratti dalla vita, ma sempre pronti a distendersi con la complice volontà di protezione, di bisogno reciproco. E quando l'amore ha preso e dato tutto come avvenne, rimase la sua impronta nell' anima e non si arrese all' abitudine e al clamore del tempo, si vestì con prepotenza del suo abito più bello, regalandoci la serena condivisione dei nostri giorni. E per questo che ancora oggi ascolto la tua voce che mi accarezza e consola e ho bisogno di ricordare sempre come esplodesti dentro di me, dell' opportunità più bella che ho avuto, della grande tempesta e della più dolce bonaccia.
-  rosalba:04/03/2017 -