8 maggio 2017

Racconti sensuali: Riflessi in un occhio d’oro

 
 

 
 
Cercami
quando urla il vento e non ti sa dare
la calma e la bonaccia ..." (bitw)
 
 
E' lì davanti a me, un metro e ottanta per uno. Indosso una sottoveste bianca di seta, reggiseno e mutandine dello stesso colore. Sono narcisista fin da ragazza, amo vedermi e farmi vedere, ma vedermi è il massimo, perché so di essere il massimo. Amo guardarmi, riempirmi di me, si mi amo da sballo. Sin da giovane ho imparato ad amarmi da sola, a volte l’orgasmo solitario pensato su di un uomo o una donna che mi bacia tra le cosce. Amo me stessa, godo dell’altro o dell’altra che mi ama. Sento un fremito dentro, siedo sulla sponda del letto, di fronte allo specchio, dove mi vedo tutta. Accavallo e scavallo le cosce varie volte e vedo il lampo delle mutandine. Ah se lo specchio fosse un uomo! Poi le apro lentamente: quel triangolo ipnotizzante nasconde la mia essenza di donna, sollevo la sottoveste già corta. Che gambe e che mutandine! Passo sopra una mano aperta, sento che la voglia cresce, cresce in testa e nei capezzoli duri che cercano spazio nel reggiseno chiuso. Non ci metto molto a togliere la sottoveste che mi spettina un po' dandomi un’aria selvaggia, che mi eccita ancora di più. Se un uomo mi vedesse, così calda, bella, sensuale e vogliosa. Meraviglioso. Con la mano scosto le mutandine, ora tocco il fiore e lo voglio pronto. Sono bagnata, già tutta bagnata, che bel fiore voglioso che ho. Che donna lasciva e piena di libidine. Le dita sapienti frugano, cercano, dilatano, tolgo il reggiseno che fa il paio con la sottoveste. Il desiderio sfrenato di me stessa, aumento il ritmo, accelero per terminare in un tremore generale, le cosce strette, la mano in mezzo, sul clitoride durissimo. L’orgasmo, uno di quelli lunghi e stupendi, mi portano, come in trance, sulla moquette. Tremante, con gli occhi chiusi, stesa, le gambe raccolte alle mammelle. Le dita entrano, entrano. Oh si, si, si! Tolgo le mutandine, giro le gambe verso lo specchio, la vedo, mi vedo, dita che cercano, dita che entrano ed escono e il mio ciuffo nero, carne rosata e quasi bluastra alla sommità. Il godere è lungo, piacevole, mi cerco ancora e ancora, cambiando posizione, rotolando, sollevando i glutei, perforando il buco rosa del culetto, contemporaneamente all’ urlo che questa volta non trattengo. Sudo. Ho i capelli bagnati sulla bella faccia, il corpo stupendo, il seno dondolante, i capezzoli durissimi. Sono carponi, a quattro zampe, si, sono una femmina in calore. Questa notte so dove mettermi per spiare Massimo e venire mentre si godrà Laura, mentre la penetrerà in tutte le posizioni. Come è bella, com' è sensuale Laura. E’ il regalo che Massimo farà,  senza che lei se ne accorga, alla mia eterna libidine.
- ilprincipedellemaree:28/08/2010 -
 

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