31 maggio 2017

Racconti sensuali: Tango x 2

 
 
 

 
 “ Mi scorri nelle vene come un fiume che non trova mai il mare, fluttui in eterno contrasto con il tempo che non vince.” (bitw)

 
La luce soffusa nella stanza avvolge la mia nudità, riesce a controllare la voglia e il timore di lui, il mio padrone, in questo gioco lo è, anche se poi alla fine chissà chi sarà il padrone o la padrona di noi due. Mi regala timidezze ancor più di madre natura e nessuno mi rende così irresistibile come il suo sguardo. Attendo la mia mossa, l'ordine! Mentre la mente galoppa fantasie,  lo sguardo si perde nel luccichio di un bicchiere di cognac, la lieve luce di un' abajour lascia percepire più che vedere la sua possente figura accomodata in una poltrona, le dita della mano destra contornano l' oscillare di quel liquido ambrato. Giaccio lì contro la parete, in quell'angolo di una stanza non mia, contemplo la sua figura come lui sta facendo con la mia, immagino il suo perdersi tra i floridi seni, so che sono oggetto del suo contemplare. L' impazienza sale mentre gusto il profilo delle spalle, è in controluce ma riesco a percepire che porta la cravatta, allentata, mmhh, dai muoviti, dimmelo, dimmelo, cosa devo fare, voglio venire da te, dai dimmelo. ... La guardo con aria di sfida, la bocca abbozza un sorriso e i miei occhi sono socchiusi per spingersi nella profondità della sua  impazienza, del suo fremere. Non parlo, il silenzio la esaspera, voglio che si agiti nell’ attesa di un mio cenno, voglio vederla ancora lì in penombra, in piedi contro la parete anonima di questa stanza. E’ contro quella parete che voglio vedere la mia piccola geisha, di fronte a me che prolungo un’ attesa infernale, godendo della sua curiosa inquietudine. Le ordino di accucciarsi lentamente scivolando contro il muro e di mettersi carponi sinuosamente come un animale devoto, piano, come un felino e lei allieta i miei desideri mentre la mia durezza pulsa svettando tra le pieghe del pantalone di lino color tabacco. Mi perdo immaginandomi tra i suoi seni e le braccia che desidero leccare lì dove lei ha provveduto a depilare, prima d’ incontrarmi. Guardo i suoi  occhi accecati dalla voglia. Ora riesco  a vedere lo sguardo illuminato vicino alla luce, ma ancora la guardo e aspetto, impaziente, il suo odore. … Le viscere quasi fanno male, mi scosto senza volerlo dalla mia posizione, sai che fremo ma non vuoi che tutto finisca subito, godi più in questi istanti che nel penetrarmi, godi nel prolungare la mia agonia, ti metti ancor più comodo, accavalli lentamente la gamba, come sei bello in quel vestito di lino color tabacco. Mi ordini di accovacciarmi lì sul tappeto ed io esaudisco il comando. Lo fai apposta, prolunghi i tempi e i movimenti, sorseggi lascivo ancora un goccio di quel liquore, percepisco il sorriso diabolico mentre cogli lucide movenze tra le mie cosce. Cosa vuoi che io faccia, dimmelo. ... T’ inonderò il fiore tra le cosce, con questo fondo di cognac e vivrò la tua smorfia di bruciore mentre il liquido colerà tra le grandi labbra turgide. Voglio che t' accarezzi ora avanti a me lì stesa a cosce larghe sopra il tappeto, voglio vederti pulsare e implorare un mio intervento. Il mio sesso ormai è impazzito. Ti tocchi, sei sudata e il bruciore aumenta come il mio desiderio. Io seduto ti domino dall’ alto, mentre tu mugoli come un cucciolo che chiede pietà. … Affondo le dita che grondanti d' umori scivolano impazzite tra le gambe aperte ai tuoi occhi avidi delle mie movenze, maltratto a tratti il clitoride gonfio e non posso fare a meno di perdermi nelle tue pupille mentre i fianchi continuano sinuosi a darsi in pasto al tuo sguardo, tremano le gambe per trattenere quel piacere che mi hai ordinato di non lasciare, sto cercando di obbedire, i sussulti del ventre rivelano il mio cedere quando il sesso mi sventola davanti fiero e la tua mano lo cinge avvicinandosi, finalmente accontento il mio padrone, servo il padrone e avida ingoio senza smettere di toccarmi, dolcemente soffoco sotto i colpi delle tue mani che stringono la mia fluente chioma e mentre lacrime di fatica accarezzano il viso, godo silenziosa dei tuoi spasmi, dei tuoi occhi, dei tuoi respiri.
– babettekalimera e ilprincipedellemaree:09/10/2012(diritti riservati) – 
 
 



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