12 giugno 2017

Racconti sensuali: Rosso tango

 
 





“Quando penso ai tuoi occhi, io vedo mare verde profondo e mi ci immergo felice fino toccare i fondali. Ed è lì che voglio posarmi prima di chiudere i miei.” (bitw)

Muovo le gambe tra le coperte per cercare ancora un pò di quel tepore che il tuo corpo regala mentre giaci sonnecchiando. Ma tra le lenzuola, con ancora il tuo ricordo impresso, non ci sei più. Dove sei mio dolce ardore? Allungo un braccio e il materasso è vuoto. Fuori piove e la pioggia lo sai mi dona, smetto di guardare il soffitto per gustarmi il tintinnio dell' acqua sulla strada interrotto qua e là da un'auto, il saliscendi del petto è ormai cadenzato da quelle goccioline lente e costanti, frenetiche e veloci. Mentre piego e subito allungo una gamba, mentre le cosce si sfiorano, mentre le mani accarezzano le floride curve dei fianchi e il morbido del ventre, scorrono le dita gustando ogni centimetro di pelle in risveglio. Mi scopro un seno, mi piace la percezione del lenzuolo di seta sul capezzolo duro. La mente viaggia, divaga, pensa al tuo sesso, alle vene in rilievo, alla sua punta che lacrima. Immagino quel nettare denso scorrermi dal mento, gocciolare sul petto. La pioggia incalza là fuori come la mia voglia qui dentro ed è allora che sfioro il leggero tessuto degli slip già intrisi d' umori, la leggera peluria e poi il fiore, già oscenamente in subbuglio, grondante. Un leggero gesto delle dita e la stoffa si stacca dalle grandi labbra gonfie, impaziente affondo una, due, tre dita, dondolo tutta tra quelle lenzuola e il respiro s'a ffanna e lievi mugugni fanno a braccetto con la pioggia, infastidisco il mio sesso fino a che gli umori colano, le gambe tremano e un suono di piacere lascia l'ugola. Intenta a darmi piacere, un fruscio improvviso mi distoglie. ... Son fermo sotto l'arco della porta, ti osservo mentre ancora distesa sul letto spendi, scoprendoti un capezzolo, questi ultimi istanti di pigra beatitudine. Di certo hai imprecato accorgendoti che non sono al tuo fianco a respirarti tra i seni. Tu che ami accucciarti in me, tu che mi dai quiete e quel benessere che mi fa dimenticare il mondo. Ti guardo allungare le gambe e guardo le mani che carezzano quelle floride curve dei fianchi che sono solo mie e dove solo io vagolo con le labbra umide e la mia bocca affamata. Mio è il tuo morbido ventre come il latte. Mia sei tu, solo mia. Impazzisco di piacere quando sussurri che sei mia, solo mia. Ecco che il sesso svetta e si gonfia per l' affluire del sangue alla sua testa rossa e piena, già pronta e lubrificata. Il desiderio mi prende, sale su per la schiena. Ti farò giacere carponi, con mani e ginocchia poggiate su queste, ancor calde, lenzuola di seta. Leccherò per interminabili minuti il tuo buchetto rosa e poi con garbo m' introdurrò in te, aggrappandomi ai seni pieni. Stai giocando col tuo fiore rosso, io col mio sesso impazzito che già vuole spruzzare ovunque il suo nettare bianco. E fuori piove e spio la tua bellezza, mentre sento il respiro affannoso e i mugolii che non riesci ad affogare nel cuscino. Voglio venire, ora, con te, dai. Il desiderio è talmente intenso che basta un leggero tocco delle dita per godere, con tutto il corpo ai tuoi sussurri e ai suoni di piacere che il battere della pioggia sui vetri non riesce a zittire.
- babettekalimera e ilprincipedellemaree:06/11/2012(diritti riservati) –


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