12 giugno 2017

Racconti sensuali: I tuoi occhi

 
 



 “... Cercami vicino a te,
è lì nella leggerezza dell'anima libera
dove io esisto.” (bitw)

Sempre in ritardo, come era consueta fare, per indugiare agli sguardi rassicuranti di fronte allo specchio e per darsi gli ultimi ritocchi. Il corpo valorizzato da un tailleur color sabbia, le gambe tornite avvolte in calze marroni, slanciate e scattanti. L’aspettava quel treno, quella piattaforma di lancio, quel viaggio, l’ opportunità di un nuovo lavoro. Sepolta la sua monotona storia con un compagno ingombrante, segregata, definitivamente, nella penombra di uno studio legale tra marche da bollo e sospiri di sollievo, che aveva accettato solo per il timore di perdere il posto. Il taxi l’ aspettava in quel pomeriggio d’ ottobre inoltrato e malinconico, pieno di una pioggia fastidiosa. A piccoli passi traballanti e incerti, sui tacchi alti, lo raggiunse felice per l’ opportunità che le si era presentata e si tuffò veloce all’ interno, assaporando una gioia remota. Finalmente poteva pensare e sognare di se stessa e dell’ uomo sempre vissuto, esclusivamente, nei suoi pensieri, desideri addomesticati, interrotti e appannati che ora tornavano a sfrecciare liberi e fluidi. La pesantezza e la piattezza dei suoi giorni, dei doveri, dei suoi amplessi scarni e ripetitivi col compagno, erano un ricordo da rimuovere, da buttare via. Apriva la mente ascoltando il messaggio incalzante del corpo, ora poteva lasciarlo parlare, modularne i segnali e lasciarlo vibrare. Il tergicristallo impazzito scandiva ritmicamente i suoi pensieri e si lasciava cullare da essi. Chiuse gli occhi e carezzò le gambe per aggiustarsi le autoreggenti, immaginando la mano di quel lui, su di lei, calda, discreta e maliziosa che la carezzava tra le cosce, bevendola tutta, tutto, umori e intimi bisogni. … E quell’ uomo esisteva nei suoi sogni da sempre, era nato al buio della sua stanza, nei momenti spezzati dalla solitudine di una vita piatta, nei desideri reconditi, i più proibiti e contorti, sbocciato nella fantasia e nell’ inconscio, complici dell’ insoddisfazione. Ora prendeva forma e lei già ne assaporava l’essenza fatta di attese, tormento e stupore. Lui, discreto, raffinato, ma prepotente nei pensieri e nella carne, avrebbe diretto e pianificato le sue pulsioni e l' espressività erotica dirigendo come un maestro la voglia di trasgressione. Oh si, lui avrebbe aspettato prima di compiere, l’ avrebbe fatta gemere a lungo prima di arrivare al piacere con la giusta dose di crudeltà, come piaceva a lei. Non sarebbe caduto nelle banalità, lui sapeva chi era lei, solo lui la conosceva bene, mentalmente. L’ avrebbe fatta godere all’ infinito prendendola contro natura, piegandola di spalle sul tavolo della cucina o del suo studio come desiderava. Era eccitata, la mano cercava il rifugio caldo, quell’ approdo sicuro che la trasportava nella sua intima curiosità di darsi piacere ora, lì, tra la confusione dei clacson, del lampeggiare dei semafori e nella penombra di quel pomeriggio di pioggia. Aprì gli occhi che si posarono su quelli del tassista, riflessi nello specchietto retrovisore. Occhi vivi, scuri che la scrutavano, furbi, intriganti, lascivi. Era bagnata fradicia, lì tra le cosce, tanto che con una lieve pressione delle dita sul clitoride venne, mugolando e ansimando, negli occhi curiosi del conducente. ... Ritornò a rimuginare su quel lui, entrato di soppiatto nella sua mente, che in poco tempo, l’ aveva soggiogata, resa schiava. Bocca, mani e braccia distanti, avvicendati dal desiderio, dopo essersi scaldata dai suoi sguardi e carezzata dalle sue parole, perchè lui sapeva parlare al suo corpo, pensava alla sua voce e agli ordini imperiosi, ma mai violenti, lui che non amava le cavalcate sfrenate, ma amava i passi di danza, le corde pizzicate di uno strumento, dove il respiro è rotto solo da parole e gesti eloquenti. Lo vedeva vestito sempre elegante, l’ espressione burbera e ombrosa, lo sguardo tagliente come i suoi occhi. Oddio, i suoi occhi cosa non erano capaci di fare! Quante volte si era tuffata dentro di loro per assaporarne la carezza che arrivava dritta come una coltellata nelle viscere giù, giù, fino a farla godere a distanza. Solo con lui poteva gioire ogni volta che la chiamava, come un padrone fa col suo cane e lei scodinzolante gli si sarebbe accucciata ai piedi leccandoglieli. Avrebbe amoreggiato solo con i suoi occhi e avrebbe goduto, infinitamente, senza che lui la sfiorasse. Quell' uomo elegante dai gusti sobri e raffinati che stridevano con la mente sua così turbolenta, con l' imprevedibilità, con l' irruente capacità d’ ideazione e di dolce violenza sottile. Godeva di questi pensieri che dominavano ogni angolo della mente, era eccitata ancora e ancora e pronta, come una donna senza freni, a un secondo amplesso solitario, lì nel buio del taxi. ... L’ aspetto esteriore sembrava nascondere tutta quell’ energia della sua mente fervida, ma di lui aveva bisogno, di lui che desse fuoco alla brace che sopiva dentro di lei. Ma esisteva? E se si, dove? In quale parte del globo? E la pioggia scorreva sui vetri, lei la guardava incantata. In quale meandro sperduto era accucciato? L’ avrebbe mai trovato? Il taxi si fermò e lei scese proprio dinanzi l’ ingresso della stazione e s’ incamminò a passo svelto verso il binario mentre un brivido le percorreva tutta la schiena. Solo per i suoi occhi per uno suo sguardo profondo sarebbe venuta colando umori, con suo sommo piacere e ancora avrebbe esaudito, con fedeltà e maestria, ogni richiesta, ogni suo desiderio. Passava davanti gli scompartimenti sporgendosi con la testa oltre le porte per vedere se c’ erano posti liberi e in posizione di fianco al finestrino. Sentì una voce calda dirle: "Accomodatevi di fronte a me, qui di fianco al finestrino. Sedete. Fermatevi con me. Siete bella, molto bella". " Oh questa voce. Imperiosa. Finalmente! Ti ho scovato voce mia! Uomo crudele, eri accucciato qui eh? Qui eri rintanato mio signore. Eccoli i tuoi occhi, i tuoi occhi e la voce, sarò tua mia splendida canaglia.”
-  blowing_inthe_wind e il principedellemaree:17/11/2013(diritti riservati) –


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