12 giugno 2017

Racconti sensuali: Incrocio sensuale

 
 



“... Cercami
in un caldo sorriso
che nasce dal volo della mia fantasia ..” (bitw).

 

Il mio sesso predilige l' odore e io pretendo il suo odore. Dovrà dirmi se mi vuole ora, più tardi o stanotte. Dovrà chiederlo se mi desidera, dovrà pregami, implorami e poi, ai titoli di coda lo farò godere e berrò tutto il nettare misto a pioggia dorata. E' la mia mente devota che chiede di lui ed è solo per una questione di gusto del proibito. Le dita della mano sono affusolate e lunghe, così come il dorso e quindi il palmo che riesce a possedere e dirigere verso l’alto e il basso il sesso, mentre lui, completamente nudo, è steso, da tempo, sul letto già tutto disfatto. Lo stringo forte come a volerlo affogare e la cappella s’incendia a un primo contatto simile a un sole di un tramonto purpureo. Voglio dargli e darmi piacere, voglio svegliarlo e renderlo vivace ad ogni carezza, amo questo gesto sessuale che mi'attrae fin da ragazza. Ho deciso di portarlo al limite del sopportabile, l’ affogo nel palmo della mano, stringo il glande purpureo ricco del sangue che rimane imprigionato tra le mie dita laccate di rosso scarlatto. Lo stesso che ho sulle labbra, queste labbra carnose e sensuali che amano succhiare, che amano, sfrontatamente, leccare i membri arroganti dei miei corteggiatori questuanti, diversi tra loro, ma simili nel profondo. Lo tengo dentro, sveglio, tra le mani. Fra non molto farò piangere la sua cappella, si, piangerà calde lacrime bianche, lacrime vischiose che inonderanno le mie labbra e che tratterrò nella bocca, mischiandole alla saliva. Chiude gli occhi per immaginare, per fantasticare con la mente sensuale, quella mente lasciva che si ritrova anche quando vaga, come un predatore di menti, per strada.  Vorrà legarmi i polsi lasciando libere solo le mani, specialmente i palmi, vorrà farmi accucciare con le caviglie legate, mani e caviglie, in un semplice atto di sottomissione. ... Non sa che è del tutto inutile, che sono sottomessa a lui perché è la mente che lo vuole, che lo desidera da sempre, non ho bisogno di legacci, non ho bisogno di barriere e poi in questa tenera notte di maggio, in questo preciso istante sono io che lo domino, sono io che gestisco le pulsioni, sono io che regolo il suo piacere. Oh come è caldo, lo rinfresco facendogli cadere sopra un pizzico di saliva e come freme stretto nel mio palmo, sto prolungando questo immenso piacere, questa goduria per gli occhi di chi vuole capire, sapere, di chi vuole vedere. Sono vestita solo della pelle bianca e lentigginosa, di seni armoniosi e del pube rosso come il colore dei miei capelli lunghi e ricci, le ascelle, rigorosamente depilate, sono pronte per essere spalmate della sua saliva. Come amo questo gesto e come amo riceverla sulla punta della lingua che fuoriesce tra le labbra dischiuse. Lo sento, mugola, vuole eruttare la sua lava biancastra, forse è il momento, la mano è pari ad un ascensore non governato che sale e scende senza alcuna sosta, eccolo è mio, è in mio potere. E se fermassi il ritmo della mano bruscamente? Se uscissi velocemente dalla stanza? No non è nella mia indole far questo, lui è sempre il mio signore e tale resterà. Accosto le labbra al glande per ricevere tutto il seme, il fiotto è abbondante e lo diluisco con la saliva per poterlo trattenere meglio nella bocca. “ Vieni tesoro, sei il nostro desiderio proibito, avvicinati, spogliati, stenditi tra me e lei, tra noi due, qui nel mezzo e offri il tuo corpo superbo, donaci piacere, noi ti faremo vibrare e ti soddisferemo. Apri la bocca e bevi dalle sue labbra il seme misto a saliva. Ecco così, le vostre bocche unite in un bacio superbo, poi i nostri tre odori mischiati in un solo, unico odore”.
- blowing_inthe_wind e ilprincipedellemaree:24/05/2014 –

 

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