12 giugno 2017

Racconti sensuali: Valzer remix

 
 
 
 

“Ogni volta che aprivo gli occhi nasceva una favola,
tutte le volte che la notte li chiudevo continuava il sogno.” (bitw)
 
 
E ti vengo a cercare nelle ore che sono solo mie, nelle sere sottomesse all’ apatia che mi violenta. Vorrei dirti che ora sono pronta, che son calda e vibrante come vuoi, ma son qui a ricordarti ancora e a materializzarti solo col pensiero. Guardo attraverso il vetro appannato e disegno con la punta del dito il tuo nome, poi lo cancello con vigore e rabbia, tu sei con lei sempre, da sempre! Cosa può darti che io non ho, cosa ti ha stregato sottraendoti a me? Io sono tua e ora sono un’ ombra che imbratta i muri e insegue la tua che fugge. Scendo in strada come in trance, le pareti mi soffocano e ho bisogno di respirare, di scrollarmi di dosso la tua ossessione maledetta, fatta di desiderio, di nostalgia. Cammino con le mani in tasca e il bavero della giacca alzato sulla nuca, quella parte del corpo che tu ami baciare all’ attaccatura dei capelli e che mi procura brividi d’ eccitazione intensi. Il vento mi sferza la schiena, il naso è all’ insù per fiutare il tuo odore che ho perso con la mente frastornata e gli occhi fissi nella nebbia. Mi siedo su di un muretto e la luce del lampione m' accarezza con la sua inconfondibile malinconia. Chiudo gli occhi e ti respiro mentre quest’ aria fredda m' infonde gelida lucidità. Ora mi sento rinata dal torpore, questo vento assassino ha scosso la mia pelle ed ho voglia di reagire, di ferirti, anche se non ci sei. Io sarò di un altro. Ho deciso. Devo solo aspettare. Voglio sprofondare in un abisso dove solo il piacere mi porterà lontano. Non ho paura, sono pronta a tutto. Saranno le mani di uno sconosciuto a cancellare il ricordo delle tue, mi donerò spudoratamente come per purificarmi della tua idea che mi perseguita, ma mentre penso tutto questo m' accorgo che sto tremando e non solo di freddo. Si ti affogherò nella mente, donando il corpo a un uomo lascivo e violento che sconquasserà le mie carni imbrattandole della bava, degli umori, dei suoi liquidi. … Non ho avuto nemmeno il tempo di lavarmi pur di scappare dalla stanza in preda al pentimento e alle lacrime per il gesto insulso che ho fatto. Dove sei amore mio? Perché non hai sfondato la porta di quella gabbia per atterrirmi coi tuoi occhi, quegli occhi che mi rendono schiava in ogni momento della giornata? Perché hai permesso che mi vendicassi di te, offrendo il mio corpo a uno sconosciuto? Per godere del mio dolore? O l' hai messo tu sui miei passi? Sei capace anche di questo pur d’ allontanarmi da te. Ora ripensando al tutto, ne saresti stato capace, abile manovratore. Non so se ho goduto tra quelle braccia muscolose, villose, che sapevano di terra, di zolle, d’ arida terra. L' alito pesante, di liquori bevuti, così come la sua barba ruvida, sono stati per me come una scossa elettrica che mi sprofondava più giù dell’ inferno. Ho goduto dei suoi amplessi affrettati e continui? Non so, non ricordo, non voglio ricordare, si, ho goduto, forse. Nella penombra di quella stamberga si è consumato un pasto che in altra situazione, non mi sarebbe affatto dispiaciuto, se il gioco fosse stato condotto da te. Da te, abile prestigiatore, abile manovratore dei pezzi di una scacchiera. Ma io, solo io, ho voluto tutto questo, accettando le avances dell’ uomo dinanzi a quel bar. Ho bisogno di riposare, di sedermi su una panchina, per riflettere e rivedere nella mente, tutta la scena, le mie cosce divaricate, spalancate, mani che si accaniscono su e nel mio ventre, bocca aperta piena di lingua umida e sperma, il buco posteriore che ancora cola saliva mista a liquido. E così stordita, sconvolta e come in uno stato ipnotico, mentre scappavo, ho annusato le mani umide dei miei umori, come faccio sempre, dopo l' amore, per sentire la tua fragranza, ma non c' era il tuo odore, c’ era solo un nauseabondo retrogusto, solo un sapore amaro di vendetta. 
- blowing_inthe_wind e ilprincipedellemaree: 05/06/013(diritti riservati) –

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