10 agosto 2017

Racconti sensuali: Femme fatale

 
 
 


 
“La felicità è un destino ineluttabile solo per che ci crede veramente, si apre come uno squarcio nelle menti ottenebrate dalla pesantezza della vita e si offre solo a chi desidera a tutti i costi farla sua.”(bitw)


 
"Massimo dove sei?" "nel bagno" rispondo. "Prima d' uscire, lascia dei soldi sul comodino, con ieri li ho spesi tutti". “Basta! Mi stai dissanguando, è un continuo chiedere soldi ogni volta che resto a dormire da te. Nemmeno tu fossi una donna di strada! No, niente soldi" urlo e comincio a insaponarmi il viso. "Bene" dice a mezza voce. La vedo attraverso lo specchio entrare in bagno nuda. Strano, di solito usa l’ altro bagno. Siede sul water e si libera della sua pioggia dorata. Sento il rumore che fa, cadendo nell’ acqua. Come mi piace osservarla mentre si dedica alle sue cose intime, momento che ho amato immensamente e che amerò sempre  e così la spio attraverso lo specchio continuando a radermi. Com' è bella con quei capelli lunghi, neri e ricci, le labbra carnose e i seni pieni. La guardo di riflesso mentre si alza dal water e siede sul bidet, comincia a far scorrere l' acqua sul pube depilato, reso ancora più intrigante dalla peluria lasciata crescere un pizzico più su. Si carezza con dolcezza, lentamente, passando tre dita tra le labbra e titillando il clitoride. Volge le spalle al rubinetto piegandosi, per far correre l' acqua sui glutei, mentre i seni svettano prepotenti. Passa la mano sul buchetto posteriore e io già sono pieno di lei. Il sesso si gonfia e si nota sotto il leggero box di cotonina. Mi sento girare e incastrare con i glutei contro il lavandino. S’ inginocchia e lo prende tutto in bocca, accompagnandosi anche con la mano, mentre con l'altra carezza i testicoli e sale dietro verso il buco. Ingoia il pene con voracità "Oh che bello! Dai così sporcacciona mia" le dico. Aumenta il ritmo mentre offende il buco con due dita, ricche di saliva. Stringo i muscoli dei glutei e spingo con i penieni. “Che porca che sei!” Lei avverte il desiderio, i brividi, la voglia di esplodere e mi gira di scatto, alzandosi e continuando ad affondare le dita nel mio posteriore, mi masturbarmi con violenza, tanto da farmi un male boia. "Dai, dai, vieni, forza che sono già in ritardo, cavolo!". Vengo dentro il lavandino chiamandola troia mia, amore mio, vita mia. Sorride e poi in un ghigno dice: "Vado a lavarmi nell' altro bagno. Pulisci bene qui. Sarò fuori tutta la sera con Claudia, cenerò da lei poi usciremo. Goditi la tv e quella baldracca di moglie che hai. Mi raccomando non chiamarmi al cellulare ogni ora." Esce dal bagno e dal corridoio urla: "Lascia i soldi sul comodino e non permetterti mai più di negarmi quel che chiedo, chiaro?" "Si tesoro bello, si dolce anima mia" rispondo mentre lavo il sesso nel lavandino, già sazio e completamente ubriaco per il violento piacere.
– ilprincipedellemaree:30/04/2010(diritti riservati) -
 
 


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