10 agosto 2017

Racconti sensuali: Più della Primavera

 
 


 
“Opportunità, frutti acerbi che crescono alti. Fremono turgidi e vorrebbero essere colti prima che la maturità li renda sterili.”(bitw)

 
Ecco che arriva Miriam per la consueta lezione. Sono già le sedici, devo sbrigarmi, non voglio che le mie alunne mi trovino in disordine, le allieve devono essere accolte in un ambiente confortevole ed anche io devo essere sempre in sintonia con l’ ambiente. L’ orologio nel salone batte quattro rintocchi ed ecco che sento la porta dell’ ascensore richiudersi con il suo inconfondibile rumore. Apro, anticipando il suo bussare, con un sorriso dolce sul viso. Eccola che entra, sempre gentile ed educata. Non posso fare a meno di dirle che è più bella della Primavera, che già riempie di luce e di tiepido calore la sala delle nostre prove. Indossa una minigonna, camicetta e calze, suppongo collant, tutto sul bianco ed un golf lilla che richiama l’identico colore delle scarpe con il tacco bassissimo. Ripeto ad alta voce e con immensa gioia, che, coi suoi capelli biondi sciolti lungo le spalle e così vestita è più bella della primavera. Arrossisce e abbassa lo sguardo pudica. Le indico la poltroncina e il leggio, che ormai utilizza da sempre, posti sulla pedana nascosta da un tappeto persiano. Mi accomodo nella poltrona di fronte a lei e lei sa che l' osservo, che noto ogni piccolo gesto e che a volte trasformo in parole i suoi stessi pensieri. E’ pronta, il violino stretto tra la guancia e la clavicola, il dorso impettito, composta nelle gambe. “Oggi il mio cuore esige da te un regalo, una poesia: Dreamcatcher di Secret Garden ma prima, naturalmente, tutte le esercitazioni assegnate”. Si concentra e comincia a suonare e io a fantasticare. Volo più in alto dell’ arcobaleno, le guardo la piega della bocca, che spettacolo quelle labbra rosee, la piega del naso, le sopracciglia. Ora pettino i biondi e lunghi capelli lisci, adoro farlo con i suoi capelli, passerei ore ed ore in quel gesto gentile e avvolgente mentre suona per me. Accarezzare il mio petto coi suoi capelli e più giù verso il ventre. Non mi guarda, tanto è intenso il suo coinvolgimento nel suonare. Si trasforma, diventa sensuale, è la mia sirena, il mio fauno. Le dita di fanciulla ventenne, si muovono a seconda delle note. Amerei tenerle sul palmo della mano e stringerle in una carezza vellutata per la mia guancia. Soffiarle il respiro affannato e pieno di lei su quelle dita virginee, succhiarle. Si lascia andare rapita dalla musica e il mio sguardo nota il leggero allargare le ginocchia ed è lì che si adagiano i miei occhi, tra le sue cosce. Oh, non indossa i collant ma autoreggenti candide come il suo corpo roseo. Ah se si offrisse a me; donami il tuo biondo fiore, ti prego, te ne supplico! Ti trasformerei in donna, donna con le sue voglie e i desideri. Ma che sta avvenendo in me, eh? Che mi succede? Non sto inerpicandomi per pendii innevati, da dove poi è difficile ridiscendere? Sicuramente sarà la Primavera col suo tiepido caldo, simile alla sensualità che ho dentro. Finalmente ha finito, così finirà quest’ incubo! Mentre l’ accompagno alla porta, le dico che è stata perfetta, che la musica è stata sinuosa come il suo corpo, simile a giunco che s' offre al vento. Sulla porta mi sorride ringraziandomi e come sempre offro la mia guancia alle sue labbra, le ripeto con coraggio e in un sussurro che è più bella della Primavera, della stessa Primavera del Botticelli. Inebriata, ubriaca, invasata, sposto la guancia e poggio le mie labbra dischiuse, calde e umide sulle sue e mi perdo in un lungo, sensuale, interminabile bacio, è la mia lingua che dirige la mente e il cuore. Mi stacco non prima di aver notato che ha dischiuso le labbra e chiuso gli occhi durante il lungo bacio e che non si è ritratta, anzi la sua lingua si è impadronita della mia. Le dico, ansimando, di andare diritta a casa, di non fermarsi per strada, lei di rimando, in un sorriso: “ Non dubiti professoressa, ci vediamo domani alle sedici”. Il mio: “ Naturalmente” è solo un soffio che muore dentro il petto.
- ilprincipedellemaree:06/12/2010(diritti riservati) -
 
 


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