10 agosto 2017

Racconti sensuali: Un caldo pomeriggio di noia

 
 


“Io sorseggiavo il tuo sorriso ed aspettavo solo di vedere più tardi che potevo il far del giorno e chiusi gli occhi per pregare che quella notte non finisse mai.”(bitw)


Ti ho incontrato un giorno d’ estate, in un caldo pomeriggio di noia ed è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Tu hai scritto, hai raccontato e io ti ho seguito col pensiero e ti sono entrata piano dentro, sempre più dentro. Non ho resistito, ti dovevo parlare. L’ ho fatto ed è scattato quel non so che, quel maledetto congegno che mi porta a te, sempre. Il cerchio s' è chiuso: ero lì con te. Mi ha affascinato il racconto della tua vita, era identico alla mia. Mi sono rivista in te, come fossi riflessa in uno specchio: la freschezza di un amore non ricambiato e vissuto follemente, la tristezza del suo esaurimento. L’ effetto reciproco, fantastico che ci ha ricordato cose ormai scordate, che ci ha fatto proiettare in un’ estasi dimenticata. La freschezza del sesso più sfrenato e spinto della nostra giovinezza, più bello, più travolgente, più incosciente, più eccitante. Mi sono rivista in te quando hai detto: “Tu mi piaci”. Ho tremato e quando mi hai detto: “ T' innamorerai di me”, ho avuto timore che potesse succedere. Ho avuto paura dei miei sentimenti molto spesso martoriati. Tu mi cercavi e io tremavo e ti desideravo, paradossalmente, fuggendo ma fuggivo dalla paura dell’ amore, non mai da te. La tua voglia del mio corpo giovane, era piacevole e mi turbava la tua sensualità. Il desiderio di guardarmi svestita, nella mia intimità, mi scuoteva positivamente, giocavo a nascondermi da me stessa ma tu non potevi capire, non potevi accettare e così ti ho perduto. Poi mi hai ordinato, come è tuo solito fare: “Basta, non potrà esserci nulla tra noi e così deve essere, così deve andare”. Ti ho rimosso ma non ti ho cancellato, eri in un limbo da dove riemergevi e poi sparivi, fino a che ti ho cercato, timidamente. Ti ho pensato, sempre spinta da un' attrazione incontrollata, dalla voglia sfrenata di te, di vederti sazio solo a guardarmi. Ci penso spesso e m' inebrio di questa mia personale fantasia nel saperti pieno e pronto ad esplodere solo a guardare il mio essere nuda, lì, di fronte a te. E’ solo la mia mente che vola in alto, come pretendi debba essere quella di una donna. Lei non sa scendere in questo mio corpo che freme e reclama carezze e sussulti da te. Sei tornato e ora, ti ho dentro la mente, ci sei, sei come un tarlo che s' è intrufolato sin nel profondo, simile al tuo ego che non guidato dalla tua, mia mano, cerca di intrufolarsi nella mia nera intimità, che aspetta vogliosa i tuoi colpi decisi, violenti che mi porteranno in breve all’ estasi. Sei come un chiodo arrugginito, che fa male e non si stacca. Si, ora mi fai male. Mi hai detto che amore senza sesso non esiste. Io stordita da tanta diversità mi scrollo di dosso le remore ed accetto di pensarti diverso, non c' è più simbiosi e affinità, io mi abbandono sospesa nella mia voglia di te. Io voglio che tu goda di me, che ti ecciti, fantasticando con la mente su di me, tua schiava. Cos' è che mi cattura? Cosa sei per me? Pongo queste domande. Lo chiedo tutti i giorni e non mi rispondo perché so solo che ti desidero, che sei un pensiero ricorrente che mi cattura la mente, inspiegabilmente, che mi fa struggere di tenerezza e d’ ambiguità di quel desiderio impellente, intrigante, che solo tu mi puoi e sai dare. Sei il chiodo fisso e male mi fa il desiderio di te, di donarmi tutta a te, come tu mi hai detto volermi: discinta, scomposta e lasciva. Mi trasmetti brividi lungo la schiena. Voglio essere intrigante per te. Desiderami solo con la mente e la mia ti si donerà come fossi il mio unico padrone. Accarezzami con la tua lingua e io ti donerò tanto, tutto, senza niente chiedere. Fammi chiudere gli occhi sentendo il piacere vibrare dentro il mio ventre, stordita dalla paura e dalla forza dei miei nervi. Io posso sentirti, completamente, ora. Baciami, con sensualità, accarezzami, scuotimi, come e dove tu solo sai, dimmi di essere tua, dimmi di essere la tua giovane ancella. Dammi un solo bacio, quell’ unico bacio che mi condurrà fino all’ estasi.
- ilprincipedellemaree:22/11/2010(diritti riservati) -

 

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