10 agosto 2017

Racconti sensuali: Ti va di ballare?

 
 



“Chiamami sempre quando avrai bisogno, io ci sarò anche se non mi vedi, io sto dalla parte del fiume dove la sponda solleva, dove non si conosce la fuga o l 'abbandono.”(bitw)

 
Che caldo bestiale e saturo di noia. Giro e rigiro per casa vestita solo di un paio di slip e i seni a pera, sventolano liberi, facendomi compagnia. Il balcone della stanza è spalancato, guardo il palazzo di fronte, al di là della strada, a non più di dodici metri da me. Un ragazzo mi fissa dal suo, sorride e saluta con la mano e urla: "ti va di ballare?". Resto frastornata, non capisco. Si sfila la t-shirt colorata, sicuramente il caldo lo ha fatto sballare. Che mi voglia sfidare il deficiente? Scioglie il laccio che stringe il pantaloncino alla vita e lo lascia cadere ai piedi. E’ nudo e mi si presenta di faccia, intravedo il bosco di peli neri lì nell' inguine. Sorride il bastardo sicuro dell' armonia del suo fisico snello. Non riesco a togliere lo sguardo dato che è molto attraente. Lo guardo mentre mordo le labbra e la fantasia comincia a sfrenarsi e a sgretolare la noia che, fino a pochi minuti prima, mi stava cementando il cervello. Il respiro si fa affannoso, il giovane mi offre il sesso che pian piano s’ indurisce e la cosa m' intriga sempre più. Lecco le dita della mano e la parte sconcia che è nascosta in me comincia ad atteggiarsi. Si carezza con la mano e gira il fianco per permettermi di vedere il sesso in tutta la sua maestosità. Non avrà mica preso quelle pilloline blu, che vanno tanto di moda tra gli uomini in questo periodo, per far colpo sulle mogli o  sulle amanti? E pure se fosse, che mi frega?! Perché, maledizione, non è qui accanto a me? Gli farei vedere di cosa è capace la mia fantasia, lo ridurrei come uno straccio strizzato, lo legherei al capezzale del letto e darei libero sfogo alla libidine che mi è sempre stata compagna preziosa in questi momenti intriganti. Con un dito bagnato di saliva mi sfioro il capezzolo già duro. Nascosto sotto l’arco del balcone si masturba con lentezza esasperante. Che porco! Sono eccitata e questo gioco improvvisato, mi eccita e m' avvince sempre più. Abbasso lo slip e la mano scende all’inguine, il clitoride è una punta durissima di vero piacere, mentre due dita si fanno largo nel mio fiore che già cola umori scostumati. Sono eccita al massimo, quel salire e scendere della mano che stringe il sesso, sicuramente infuocato, è sensuale. Provo a immaginare che si stia bagnando di saliva il palmo della mano e che lo stia passando sulla cappella. Ho troppa voglia d' essere penetrata nel mio bel culetto e m’ accarezzo con desiderio smisurato come, del resto, sta facendo pure lui. Questa situazione è talmente nuova per me, ma tanto tanto eccitante, si, terribilmente lasciva. Lo stare distanti, eppure così vicini, così spudoratamente vicini, mette a nudo tutte le mie disinibizioni. Perché mi veda meglio salgo sulla scrivania dove sono sparpagliati i libri dell’esame che dovrò sostenere domani all’ università. Che gran spettacolo è la mia nudità e come mi piace essere guardata da occhi sconci di gente che sprizza sesso da ogni poro della pelle. Ora si masturba intensamente, il ritmo aumenta vertiginosamente, mi sistemo di fronte a lui a gambe divaricate, una mano fruga davanti, allargando le labbra, sgrillettando il clitoride e penetrandomi in profondità, l’altra va dietro, tentando di aprirsi una strada di sano piacere. Eccomi, ora, siiiii, veniamo insieme, forse, urlando come due indemoniati. Immagino che il seme gli schizzi fin contro il volto mentre il mio cola come miele sui libri e gli appunti sparsi sulla scrivania. Mmmmm, che bei momenti abbiamo trascorso, lontani fisicamente ma con le menti vicine, unite. Ecco che m' invia un bacio, accompagnandolo con la mano. Di sicuro, nei prossimi giorni, le nostre salive faranno conoscenza e certamente, il mio esame domani sarà un esame davvero molto fortunato
– ilprincipedellemaree:05/09/2010(diritti riservati) -


 






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