10 agosto 2017

Racconti sensuali: Lei

 
 


 
“Dove appoggio i miei occhi a sera se non sul vetro trasparente di una finestra spalancata al sogno?”(bitw)

 
 
Accavalla le gambe e io la guardo, si la guardo, perché non posso farne a meno. E’ uno dei suoi gesti migliori, lo fa con timidezza, quasi con imbarazzo e cerca di nascondere le sue movenze, sicuramente, perché non vuole apparire scomposta. Ma proprio nel cercare compostezza si scompone e approfitto di questo per godere di lei, per bermela tutta mentalmente. Cerco sempre di sederle di fronte, quasi sfrontatamente. Sono questi i momenti in cui la sento mia, intima, sensuale, intrigante. Possiede una dolcezza che m' affascina ed è questo che, piano piano, giorno dopo giorno, m' avvicina a lei. M' attrae al punto tale da non farmi pensare a nessun’ altra donna. E’ la mia unica immagine al mattino, l’ultima prima di sdraiarmi sul letto per riposare. Che meraviglia, ringrazio il destino di avermela fatta incontrare e d' averla posta davanti ai miei occhi, di averla donata e di poter godere in silenzio solo a starle vicino. Sento il profumo, sembra quasi che annuso l' odore, la sua intimità e m’ inebrio di lei. E’ infatuazione o amore? La dolcezza, di cui è ricca, mi da fremiti e il corpo mi dona brividi lungo tutta la schiena mentre il mio pulsa, carico d’ adrenalina. Adoro guardarla muoversi d' attorno. E se capisse? Se compisse questi piccoli movimenti, questi gesti, per procurare piacere ed eccitarmi? Sarebbe fantastico, sublime. Ecco, ora mi porge da bere, senza alzarsi dal divano nel quale è sprofondata, con le cosce accavallate, allungandosi tutta. Questo gesto, questo chinarsi, pare come un volersi offrire a me e sporgendosi mette in mostra una parte delle sue mammelle piene, abituata com’ è a non indossare reggiseno. Getto un’ occhiata quasi a frugare lì, tra i seni, quei seni a pera, che al solo pensiero nel vederli nudi mi danno un orgasmo completo, lungo e, purtroppo, silenzioso. Guai se vedesse un piccolo gesto dei miei occhi, delle labbra o delle mani affusolate, una semplice smorfia, un passarmi la lingua tra le labbra, sarebbe la fine di ogni sogno e, sicuramente, sparire per sempre dalla sua vista. La contrazione dei muscoli dello sfintere, unita a quella dei muscoli dell’ inguine e dell’ interno cosce mi procurano una piacevole sensazione di eccitazione, ma non riesco a muovermi tranquillamente dato che mi sta di fronte e sorride e parla melodiosamente di tutto. Stanotte, al buio, nel mio letto, con la fantasia sarà tutta mia, solo mia. Ripercorrerò i momenti di delizia che, inconsapevolmente, ha donato e mi dona e bacerò, succhierò, leccherò quei due seni abbondanti. Mi intrufolerò con la lingua, la bocca e tutto il viso, tra le cosce calde, su, fino a inebriarmi del suo odore intimo e dei suoi umori intrisi di qualche goccia di pioggia dorata. Poi, placata la sua fame, le offrirò, per dissetarsi, il mio nettare.
- ilprincipedellemaree:04/10/10(diritti riservati) –
 
 


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