26 novembre 2017

Tra lo zefiro e il maestrale

 
 


 
"Se qualcuno ti morde il cuore, tu lascialo fare"(bitw)

 
E prima di chiudere gli occhi il mio pensiero va ancora a te e a tutti quelli che hanno la tua leggerezza, fluttuanti nel mondo della realtà cristallina, quella che non riflette ombre e dona solo luce. E solo raccontando tutto il nostro dolore che si aprono spiragli di vita. Si librano negli spazi tra lo zefiro e il maestrale baleni di fuoco. E' liberando l' oppressione di un macigno che schiaccia il cuore, che si apre la luce e la leggerezza. Non vi è mai un limite e una fine senza una rinascita. Questa vita beffarda che si fa amare pazzamente e che ti stritola quando decide lei; non esiste regola o legge che la controlli, solo un orologio spietato di cui noi non vediamo il quadrante. Se soltanto bastasse tenerti così nella mia pelle e ascoltarti mentre le pareti delle stanze parlano, quando la tua ombra ogni tanto s' illumina e mi concede una carezza. Se riavvolgessi il filo della vita per il verso giusto ti legherei forte a me e spezzerei il dolore. Ma posso solo respirarti nell' aria e mi cullo per sentirmi eternamente bambina, come facevo mentre sparivo tra le tue braccia e bruciavo alla forza del tuo sorriso. So che mi stai pensando, che cerchi le mie mani e chiuderai la sera nel cerchio magico delle mie braccia. So che invecchierò standoti vicina e non avrò respiro che si disperda se non solo per i tuoi turbamenti. Ti proteggerò nell' eco del tempo che rimbalza, nelle vie infinite che s' intrecciano nell' oggi e nel domani. Ed io, ancora adesso, mentre i giorni tessono la tela della mia vita senza di te, sento la tua preziosa presenza e riesco a superare lo spazio e la luce che ci separano. E così, sospesa nella calma piatta delle mie notti amiche, quando il sentire si acuisce e i pensieri corrono in aiuto, abbraccio la mia pace e me ne faccio scudo, lontano dalle leggi del mondo.
- blowing_inthe_wind:26/11/2017 -