31 dicembre 2015

Miscellanea: Quei suoni dentro di me

 






“ Tutto ha inizio nei tuoi occhi, dove la mia ragione affonda  in un mare di dolcezza.(bitw)"


In questo mattino, ancora caldo e silenzioso siedo ad ascoltare i suoni di ieri; avrò sempre mani e cuore da regalare, ma il tintinnio dei giorni andati è ancora presente, si trascinano in caduta libera per far posto a quel che arriva. Scorrono immagini, altre si affacciano, non è il nuovo che ride a chi spera, ma la ricrescita delle idee, la forza di esserne certo ancora! E questa quiete, troppa, questa quiete invadente, esagerata, lacera il silenzio, vestita a festa e ancora profumata col bavero alzato dietro la nuca. Questa quiete vestita come si deve, ammiccante, imprevedibile, civettuola e infida, mi agita tutta. Mi ricorda, formale e pedante, di cibarmi delle opportunità, di quei frutti acerbi che crescono alti, che fremono turgidi e vorrebbero essere colti prima che la maturità li renda sterili. Sorride cadenzando il passo come a imprimermi il ritmo, mi scuote dall’ immobilismo, mi distrae dalla pigra contemplazione; allo stesso tempo m’ induce al dubbio, quello che ti fa crescere radici profonde, che t’ immobilizza nell' apatia e nell' indolenza. Questa calma, oggi, mi molesta, non l' ho certo invitata io, l' ascolto, ma non la vivo e non le cedo il passo, la faccio solo sfilare, sentendone gli stimoli. Ed è solo quando il mondo si ferma che riesco ad avvertire la mia musica lontana, quei suoni dentro me, con il sorriso sulle labbra. Solo nella pace io so ascoltare e mi dimentico delle ingiurie, di tutto ciò che mi è stato tolto e vivo il giorno con la libertà tra i capelli, con la dimensione appagante del libero sentire e fare. Ma ora aspetto l'attimo, la giostra adesso gira veloce e tutto si dissolve intorno, anche il dolore si disperde nella corsa. Fuggono i cavalli insieme ai miei pensieri e tutto gira, velocemente, per impedirmi di vedere. No, non vorrò mai che si fermi.
- blowing_inthe_wind: 05/01/2016(diritti riservati) -

 

11 dicembre 2015

Miscellanea: Tutto può succedere

 
 
 

 
 
 
" ... perché so che dove sono stata con te, nessuno potrà mai entrare. (bitw) " 
 

La mia vita è tessuta coi fili di canapa grezzi e profumati e con il rincorrersi delle stagioni che si accucciano tra le gambe e mi chiedono: ti ricordi? Ma quello che ho dentro me non è esattamente quello che tutti possono notare, quel che ho dentro lo coltivo con immensa cura, tanta delicatezza e talvolta lo nascondo anche a me stessa. Guardavo lontano quando ho aperto gli occhi all' alba della vita. Raccolsi le gambe e cominciai a correre e anche adesso corro sempre, ma non per raggiungere i miei campi, i miei prati dorati. La mente ha preso il posto delle gambe ed è così che scopro orizzonti che vorrei regalare e ascolto voci che prima non udivo, scopro nudità sepolte nella fretta. Oggi lo sguardo si posa più lento, ma riesce a cogliere verità diverse. Le mie nuove gambe ora sono i pensieri, altri percorsi adesso m’ invitano. Raccolgo la mietitura di quei campi dorati e ne sono appagata; sorrido e vedo quella che ero e so per certo che quelle corse non sono state vane; mi fermo a ricordare e mentre questo succede, sono estremamente felice. Chiudo gli occhi e aspetto quel po' di dolcezza, quella carezza infinita che chiude la mente, che l' anestetizza. Solo allora il corpo ritorna leggero, non sente nulla, si stacca delicatamente dalla pesantezza, solo rumori ovattati dove le immagini si tingono all' improvviso affollate e imprevedibili. Vorrei rimanere lì, flirtare sempre con loro; i desideri non hanno barriere ne confini, si trincerano nel buio  dell' innocente attesa, scossi dall' imprevedibilità. E così sei venuto finalmente a trovarmi questa notte e m’ hai baciato sulla guancia, delicatamente, per non destarmi, eppure ti vedevo, ho avvertito la tua presenza e ho tenuto gli occhi chiusi, immobili, perché sapevo che se li avessi aperti, saresti evaporato a ritroso nel tempo, nel tuo tempo. Ho trattenuto forte, nella mia mente, il respiro e quell' immagine, felice di riassaporarla al mattino quando avrei aperto gli occhi. Una sensazione inebriante, gioiosa, vive ancora su di me e sul mio viso. Perché hai impiegato tanto prima di raggiungermi? Tu sai quanto mi è necessario il tuo bacio. Buonanotte amor mio, che il buio ti carezzi gli occhi appesantiti di stanchezza per la polvere sporca della vita, buonanotte a te che sei presenza e nuvola, odore di muschio abbrancato alla terra. Si, vorrei, vorrei tanto cullarti, ma non ho più le braccia e mi tormento chiedendo: dove va la vita quando si ferma?
- blowing_inthe_wind: 18/12/ 2015 (diritti riservati) -