11 maggio 2016

Miscellanea: Il volto

 
 

 


“ Il mio sorriso percorre quella linea che unisce l'armonia e la mia voglia di te. “ (bitw)
 
 
Il volto, una maschera, uno scudo, una finestra aperta, un libro, tutte le emozioni lo articolano incuranti della nostra volontà. Vorremmo atteggiarlo per esprimere altro, ma dei circuiti incontrollati lo costringono, lo piegano e lo plasmano con un linguaggio che per noi è fuori controllo. Anche la fugace tinteggiatura della pelle parla di tumulti, paura, turbamenti. tradisce e rivela ciò che vorremmo non esporre e dipinge scenari inequivocabili o allarmanti. Le palpebre talvolta abbassate come una finestra socchiusa, come a voler proteggersi, lasciano un spazio che filtra con circospezione, scenari e situazioni spiacevoli. Il sopracciglio, a volte si sforza di inarcare lo sguardo che si piega, così come la fronte non riesce a star mai distesa anche se apparentemente non avvertiamo ansia o tensione. La fronte è liscia e decontratta solo quando dormiamo, difficile controllarne le lievi rughe che scrivono le nostre anche più impercettibili emozioni, i nostri sforzi e la concentrazione. Le guance poi son fragili, sostengono la bocca che stenta nel sorridere, quando vorremmo farlo nonostante tutto, ma quando il sorriso vince è la bocca che le costringe e le solleva amorevolmente. E labbra strette come per non far sfuggire veleni e per non regalare inutilmente tesori o per controllare gli effluvi della rabbia, labbra cucite, serrate o tremanti nella convulsione di un pianto che si vuol trattenere. Labbra trattenute dai denti, come se dalla bocca sfuggisse la concentrazione richiesta in situazioni difficili e ingarbugliate. La bocca è lo strumento preferito che l' anima fa vibrare e disegnare, espressione di disappunto, imbarazzo, soddisfazione, compiacimento. Labbra che si aprono lentamente per offrirsi a un bacio o per cercare aria che viene meno, la bocca dona amore o altrimenti si apre quando ha fame d' aria. Infine gli occhi, telescopi potenti che tentano di nascondersi a chi non ne vede la luce e si illuminano della scintilla della condivisione dilatandosi quando l' attenzione è carpita o quando lo stupore li seduce. Occhi di vetro che non sfondano il muro dell' infinito, che si fermano ad una linea retta perché non vogliono andare oltre. Tutto può esser letto nel nostro viso, una fotografia interiore che offriamo agli altri, a chi si sofferma ad osservarci nel momento dell' ascolto.
- blowing_inthe_wind: 11/05/2016(diritti riservati) -
 

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