20 agosto 2015

Miscellanea: Nel mio arcobaleno







“ La notte trasuda di bisbigli e odori
e tu, alba,
vieni di nuovo a strapparmi il sogno! “(bitw)


E' qui nella calma sprezzante di un pomeriggio generoso di ore e minuti che m’ interrogo chiedendomi cosa sia meglio fare del mio tempo, ora che ne ho da regalare e da assaporare, senza ritmi incalzanti, senza obblighi verso nessuno. Ho desiderato tanto gestire i miei spazi e regalarmi larghi respiri che fossero solo per me, mai più giorni affannati, dedicati e corse  convulse. E' qui in quest' oasi sperduta dei miei pensieri che trovo pace, quella pace che mi è mancata tanto al punto d’ oziare adesso parossisticamente, godendone e traendovi un benessere inaspettato. Non ascolto chi mi suggerisce di intraprendere attività compensatorie, non ne ho bisogno. Non ho cose che desidero di più di quel che vivo adesso e mi convinco che il tempo vada speso a secondo di ciò che l' anima reclama al momento e credo che la migliore compagna di me stessa sia la mente e la mia fantasia che ora s’ annegano nella sensazione sospirata di pace. Nei miei silenzi s' acuisce la percezione della natura che ho sempre amato e l' ascolto, la vivo attentamente, colgo i suoi ritmi e danzo con essa. La vita ha inaridito la voglia di socializzare con i miei simili, troppo il tempo vissuto a contatto con chi da me voleva e s’ aspettava tutto e subito, cavalcando uno stato di diritto. La mia attività lavorativa ha fatto il danno e l' inganno, poichè in principio amavo il mio lavoro e la passione che si spreca negli anni giovanili spesso non è apprezzata, diventa poi routine. Quando il tempo poi, vorrebbe sciogliere i nodi che si sono formati, si trova di fronte una realtà mutata, un cuore gonfio, un bagaglio d’ illusioni che dopo diventano delusioni. Certo questa mia vita era incentrata nel nome del verbo dovere,  ma quando l' empatia finiva, subentrava un moto di ribellione, un desiderio di fuggire, una voglia di  leggerezza. Mi assolvo dalla rabbia scaturita e mi compiaccio di aver nascosto agli altri la mia insofferenza, dovevo mettermi al di sopra delle mie esigenze e marciare fino alla fine. Non sono nata per chinare sempre il capo, è stata dura per me, anche quando la vita mi ha inginocchiata con altre battaglie, dove però, entravano in campo persone a cui volevo bene, verso le quali si combatte fino alla fine senza poter replicare e pian piano la linfa che hai dentro s’ impoverisce, si sublima e si disperde la consapevolezza che anche tu esisti, ma per esistere devi avere tempo, quel tempo che nasce da uno stato di tregua. Così come la bonaccia che arriva dopo una tempesta, ora assaporo amplificando e apprezzando tutte le piccole grandi cose che mi sono negata finora e questo tempo che mi aveva sempre incalzato e sospinto dandomi la sensazione di non terminare mai o di non fare abbastanza, ecco che ora mi spalanca le braccia. Adesso posso scegliere e non essere scelta, prendo dal giorno gli attimi e i momenti e li arricchisco con la mia volontà e il mio discernimento. Riscopro  come sia preziosa una giornata, una notte, un risveglio dove io sono padrona del mio tempo. Può sembrare banale, ma mi sento ricca e non ho mai incontri ravvicinati con la noia, se un giorno arrivasse la saluterò con eleganza fuggendola in altro modo, ora mi basto io. Fuori, la natura mi strizza l' occhio ed io mi sento dentro di lei in una dimensione di privilegio in uno stato di grazia, ho ritrovato me stessa. Posso esaltarmi di cose semplici della quotidianità, perché amo le cose comprensibili e non m’ inerpico in sogni complessi o ambiziosi; la vita ci riserva momenti magici, delicati e penso che sia un dono riuscire ad afferrarli. Manca qualcosa indubbiamente, qualcosa che ho avuto in abbondanza che ha colmato la mia sfera affettiva, ora quel qualcosa se lo è ripreso il tempo, ma riesco a comprimere tutto dentro di me, sento che non ho mai smarrito niente. Ora posso dare un senso anche a quel passato senza soffrire di rimpianto, posso gioire di ciò che ho avuto guardando come ad un arcobaleno che si era aperto  solo per me. 
- rosalba: 23/03/2014 -

 

14 agosto 2015

Miscellanea: Pensieri del cielo








“ Stanotte ci sarai mentre guarderò nell'universo impazzito rubando un dono, una luce fugace ed un baleno.” (bitw)


Ed eccomi ancora, in questa mattinata invernale, impreziosita da un sole che stupisce; la mente rincorre i pensieri più teneri e dolci che sbocciano al calore di questo caldo inatteso; ci sono momenti in cui rivediamo tante pagine della nostra vita e sfogliamo come in un libro maestoso il susseguirsi dei ricordi. Tante immagini, stati d' animo ed esperienze che si materializzano come fotogrammi ed è come se salisse alta una marea dentro di me. Riesco a rivivere con la lucidità del ricordo tutto ciò che è degno d’ esser ricordato; galleggiano con leggerezza sensazioni, pulsioni, immagini forti e positive. Guardo il cielo che mi sorride col suo azzurro terso e come allora mi riempie ancora di gioia, quel cielo che ha sempre accompagnato i miei tumulti, i miei turbamenti, donandomi pace, tranquillità e speranza. Socchiudo gli occhi per pensare e mai rimpiango o rinnego quel che ho fatto, mi dico che è stato  giusto così; con tenerezza mi assolvo dagli errori, pensando a tutto ciò che volevo perseguire, perché nell' errore c' era sempre l' altra faccia della medaglia, spesso la loro percezione era solo incertezza. Le mie esplosioni, i miei colpi di testa, la mia tenacia per raggiungere un fine, gli amori forti che spaccavano in due e l' alchimia che sapevo creare, le attese dolci, ma estenuanti che aumentavano il senso di ciò che volevo e di cui avevo bisogno come l' aria, le corse affannate per viversi a lungo laddove il tempo non offriva che attimi; lo stato di grazia che solo l' amore può dispensare m’ accompagnava spesso dipingendo la vita in vortici inquietanti; le mie sconfitte, coperte pietosamente nell' angolo dell' oblio, sono servite anche loro e le ridisegnavo con i contorni  sfumati. Sognare è credere che anche gli altri credano, è guardare nel viso i tuoi simili, cercando le stesse emozioni, io mi nutrivo di questo. Nei miei sogni era racchiusa  sempre una voglia di cambiamento, la stessa che mi agita ancora e come girava veloce la mia giostra! Ma ecco, una voce mi chiama, ritorno al presente e m’ accorgo di avere il viso disteso in un sorriso.
- rosalba: 11/11/2010 -